Nato grafico pubblicitario, creatore di personaggi celebri per lo studio Testa, a Villa Willy consegna la sua arte più libera.

Nel museo che sarà inaugurato sabato 27 settembre a Perosa Argentina, nella storica Villa Willy, Pietro Gallina consegna al mondo non solo la sua opera: 395 quadri, 60-70 disegni preparatori, centinaia di sculture e altri materiali che erano presenti nell’ex studio torinese dell’artista, senza contare qualche centinaio di litografie.

Nella villa che fu della famigli Widemann e poi sede della Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca Gallina, diventato celebre per le sue creazioni nello studio pubblicitario di Armando Testa, come Carmencita e il Paulista, lascia i dipinti e i lavori che ha prodotto in seguito e con essa un’eredità spirituale, un’idea del mondo, dell’umanità e del ruolo che attribuisce all’arte. Un messaggio che sente di dover affidare, all’età di 88 anni, ai volontari dell’associazione che porta il suo nome – e di cui è presidente – e a chiunque si fermi ad ammirare e rilfettere: «Noi abbiamo il dovere di renderci conto dell’importanza di essere vivi».

 

 

Un messaggio portato sempre con il sorriso, ma anche con un’urgenza che non può più aspettare. L’approccio positivo nel pensare alla vita, nel pensiero dell’artista torinese, classe 1937, ha un’origine precisa, maturata da un’esperienza estremamente drammatica vissuta da bambino, quando in tempo di guerra era sfollato a Frossasco e con suo padre rischiò la fucilazione da parte dei nazi-fascisti. «In seguito nel 1948, a 11 anni, stavo disegnando e in quel momento mi si è sviluppata la consapevolezza, ho pensato “io devo fare il contrario di questa violenza”.».

Era così dotato che appena dodicenne fu presentato al più geniale dei pubblicitari italiani, Armando Testa. Entrò come allievo grafico nel suo studio torinese e ci rimase per una ventina d’anni, prima di lasciarlo per dedicarsi alla sua arte. Pietro Gallina ripercorre quegli anni:

«Il motivo per cui Armando Testa ha cercato me in una scuola d’arte è che ero dotato. Lui non aveva la manualità, aveva la testa ma servivo io per realizzare quello che lui voleva. Mi esercitavo la sera per essere capace di usare tecniche sempre diverse, perché l’emozione della pubblicità è proprio quella di non confondersi con gli altri. Ecco il perché di tanti stili nella mia opera ».

Ne vennero fuori personaggi come il Caballero Mascherato e Papalla per i caroselli, e il Paulista con il sorriso ispirato a quello di Fernandel. 

 

 

L’ARTKA – Museo Vigoravi Pietro Gallina

Nel museo ci saranno tanti pezzi pezzi storici (risalenti anche al 1967) che Pietro Gallina ha voluto conservare, rifiutandosi di venderne da almeno 20 anni. Al momento una sua opera è la Moma di New York, sei sono conservate in modo permanente alla GAM di Torino che nel 2013 ospitò una sua retrospettiva.

L’associazione di cui è presidente, costituita nel gennaio 2024, è al lavoro per allestire il museo che ha voluto chiamare Artka, Museo Vigoravi, vede impegnato al suo fianco come vicepresidente il portese Paolo Canavosio, che gli fu presentato dall’ex sindaca di Porte ed ex presidente dell’Unione dei Comuni Valli Chisone e Germanasca Laura Zoggia. Fu lei a mettere l’artista in contatto con l’allora assessore alla Cultura dell’Unione dei Comuni Andrea Garavello, tuttora impegnato nell’impresa di allestire il museo con l’architetto Carlo Frascarolo, Elena Gariglio e tutto il gruppo fotografico perosino che ha svolto l’immenso lavoro di catalogazione, diversi altri volontari e con il sostegno dell’attuale presidente dell’Unione dei Comuni Valli Chisone e Germanasca Danilo Breusa.

 

 

Da anni il gruppo cerca sponsor e volontari per intraprendere un passo alla volta il lungo lavoro di sistemazione dei pavimenti e dell’illuminazione (ancora da completare), l’allestimento delle sale e soprattutto l’impegno più grande: la catalogazione delle opere. Infatti solo una parte sarà esposta, mentre il resto del patrimonio sarà conservato nel caveau.

La ricerca artistica di Pietro Gallina ha indagato a lungo i temi delle silhouette come rappresentazione dell’essere umano e il paradosso dell’impronta, come nelle nevigrafie. Ombre, luci, colori, specchi sono alcuni dei tratti ricorrenti nella sua ricerca. Nelle opere spesso si incontrano e si fondono fotografia, racconto, pittura, scultura.

L’inaugurazione di Artka – Museo Vigoravi Pietro Gallina è in programma sabato 27 settembre alle 15 nella sede del ‘Museo Vigoravi Pietro Gallina’, in via Re Umberto 5, a Perosa Argentina. Seguirà alle 17 la presentazione del libro di Chiara Ciurla ‘Pietro Gallina, arte nel segno della vita’, opera tratta da una tesi di laurea dell’autrice.

 

 

Su L’Eco del Chisone di oggi, mercoledì 24 settembre, disponibile anche nella versione digitale (clicca qui per accedere allo sfogliatore) un articolo di Tonino Rivolo in pagina Cultura.

Fotografie di Elena Gariglio per il “laboratorio di fotografia f2.11”