Baku, sulle rive del Mar Caspio è la sede del Gran Premio dell’Azerbaigian, il diciassettesimo della stagione 2025 della Formula 1.
Si gareggia all’interno di uno dei tracciati più caratteristici in calendario: cittadino di 6003 metri, 20 curve, due zone DRS e il quadrante della Città Vecchia, più lento, tortuoso e guidato che è una sfida per tutti i piloti.
Si aggiungano le numerose curve ad angolo retto e la prima parte velocissima, con l’allungo del rettilineo principale da oltre due chilometri.
In Azerbaigian la Pirelli ha portato le mescole più morbide della gamma: le C6 (Soft), le C5 (Medium) e le C4 (Hard).
Le prove libere
I tre giorni azeri cominciano con le prove libere e in particolare con le FP1 del venerdì, primeggiate da Lando Norris, sulla McLaren, in 1’42”704 (Soft).
Il pomeriggio, nelle FP2, il primato è andato a Lewis Hamilton, in 1’41”293 (Soft).
Sabato, nelle FP3, il più rapido è stato di nuovo Norris, migliorando i riferimenti del venerdì fino all’1’41”223 (Soft).
Le qualifiche
Nella Q1, dopo tre bandiere rosse (per gli incidenti di Alexander Albon, Nico Hulkenberg, l’uscita di Pierre Gasly in curva 4 e un incidente nella stessa curva di Franco Colapinto) il migliore è stato Norris.
Il britannico della McLaren ha fermato il cronometro sull’1’41”322 (Soft).
In Q2 (con un’altra bandiera rossa per il contatto di Oliver Bearman in curva 2) Max Verstappen ha siglato il miglior riferimento, in 1’41”255 (Medium).
In Q3, oltre alla pioggia intermittente, arrivano altre due bandiere rosse, complici gli incidenti prima di Charles Leclerc in curva 15 e poi di Oscar Piastri in curva 3.
Al momento della prima interruzione, ai meno 7’07” dalla fine della manche, davanti a tutti c’era l’alfiere della Williams Carlos Sainz, in 1’41”595 (Medium).
Di fatto, con le qualifiche strutturate sul run unico, Verstappen riesce ad ottenere un tempo di 1’41”117 (Soft) che gli vale la pole position.
Secondo lo stesso Sainz, davanti a Liam Lawson terzo, Andrea Kimi Antonelli quarto, George Russell, Yuki Tsunoda, Lando Norris, Isack Hadjar; comunque nono e decimo Charles Leclerc e Oscar Piastri.
La gara
Anche domenica il cielo su Baku non è limpido, con un forte vento a soffiare sulla capitale azera.
Esteban Ocon comincia dalla corsia dai box, squalificato dai commissari dopo le qualifiche per l’ala irregolare.
Verstappen, Russell, Tsunoda, Hamilton, Gabriel Bortoleto, Oliver Bearman, Nico Hulkenberg, Pierre Gasly, Ocon partono con le Hard; per gli altri, Medium.
Allo spegnimento dei semafori Verstappen mantiene la testa su Carlos Sainz, Liam Lawson, Andrea Antonelli e George Russell, abile a rispondere a Tsunoda che pure lo aveva inizialmente infilato.
Più indietro, Oscar Piastri sbaglia la partenza, anticipandola e per evitare la penalità si ritrova nelle retrovie.
Nella confusione, il pilota della McLaren sbaglia completamente il punto di frenata in curva 6 e larghissimo va a sbattere contro le barriere: dopo neanche un giro, termina così la domenica dell’australiano.
Deve entrare la Safety Car che resta in pista fino al termine della tornata numero quattro: si ricomincia con Verstappen davanti.
Diversi i duelli a centro gruppo, come quello tra Norris e Leclerc per l’ottava piazza; Hadjar perde invece diverse posizioni, fino a scivolare nono.
All’inizio del giro 8, in curva 1, Hamilton sopravanza Hadjar e costringe il pilota della Racing Bulls alla decima posizione.
Poco davanti – in curva 3 e al giro 10 – Russell ha la meglio su Tsunoda per la quinta posizione, dopo che l’aveva persa in seguito ad un incontro ravvicinato con il compagno Antonelli in curva 1, al giro 5.
In testa, i tempi sono intorno al minuto e 46”basso (Verstappen), minuto e 46”5 (Sainz): più in generale, la possibilità della pioggia e la previsione di una sosta unica comportano un ritmo non troppo sostenuto.
Russell, in effetti, trascorre diverse tornate nello scarico di Antonelli, a sua volta molto vicino a Lawson (virtualmente terzo).
Al termine del giro 18, Antonelli passa dalle medie alle dure, la stessa scelta di Leclerc alla tornata successiva.
Alla fine del passaggio numero 20 ai box va anche Lawson (per le dure), mantenendo inizialmente la posizione sull’italiano della Mercedes al rientro in pista.
Tuttavia, Antonelli – con gomme più calde – non ne perde le tracce e alla fine del giro 21, sul lungo rettilineo, sfruttando la scia e il DRS, attacca e sorpassa il neozelandese, salendo in quel momento nono.
Verstappen si mantiene invece sul minuto e 45”5, arrivando al giro 27 il suo vantaggio su Sainz a nove secondi.
L’iberico della Williams cambia le gomme, sempre per le Hard, alla fine proprio del giro 27 e ritorna in pista sesto.
Hamilton compie la sosta alla fine del giro 36, montando le medie e tornando nono, subito con un buon passo, dietro Leclerc.
Anche ai vertici si susseguono le soste: Norris, per le dure alla fine del giro 37, poi Tsunoda per le medie alla fine del giro 38.
Russell passa alle medie alla fine del giro 39 e grazie all’overcut su Sainz – sosta posticipata – lo passa al rientro in pista e sale virtualmente secondo.
Al termine del giro 40 anche Verstappen passa alle medie, sempre da primo.
Al giro 41 Norris sorpassa Leclerc – non a suo agio con le gomme – ancora prima della curva 1 e si porta settimo.
Per questo, due tornate dopo, in Ferrari fanno scambiare le posizioni tra il monegasco e Hamilton, molto più rapido.
Le ultime tornate vedono Lawson, Tsunoda, Norris, Hamilton tutti vicini ma senza scambi di posizione.

Al termine dei 51 giri in programma, la bandiera a scacchi saluta la vittoria di Max Verstappen, al successo del Gran Premio dell’Azerbaigian.
Il pilota della Red Bull ha ottenuto anche il giro più veloce, in 1’43”388, al giro 50.
Secondo George Russell e terzo Carlos Sainz, sulla Williams, al suo primo podio stagionale.
Quarto Antonelli, poi Liam Lawson, Tsunoda, Norris, Hamilton, Leclerc, Isack Hadajar.
La Formula 1 tornerà in pista tra due settimane, a Singapore, per il Gran Premio ella Città Stato asiatica.
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Lorenzo Proietti
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