Il manager italiano è ormai lontano dalla Formula 1 dal 2023, anno in cui i vertici del team Haas hanno deciso di sostituirlo con Ayao Komatsu. Guenther Steiner, noto per il temperamento deciso e senza filtri, non è però scomparso dal panorama mediatico. Il suo carisma lo ha reso uno dei protagonisti più amati della serie Netflix, Drive to Survive. Da quel successo televisivo ha costruito una nuova carriera, diventando commentatore, opinionista e persino conduttore di un podcast dedicato alla Formula 1, The Red Flags.
L’analisi dopo il GP di Baku
Proprio nel corso di una recente puntata del podcast, dedicata al Gran Premio dell’Azerbaijan, Steiner si è lasciato andare a riflessioni pungenti su due nomi pesanti del Circus: Carlos Sainz e Lewis Hamilton. Lo spagnolo ha portato la Williams sul podio, mentre il sette volte campione del mondo fatica con la Ferrari.
Secondo Steiner, a Maranello non tutti sono sereni dopo lo scambio di piloti avvenuto a inizio stagione: “Penso che ovviamente la dirigenza non possa avere rimpianti perché ammetterebbe di aver compiuto una mossa sbagliata, e non può farlo, però sono sicuro che alcuni ragazzi lì provino rammarico, perché la Ferrari ha concluso ottavo e nono a Baku. Carlos Sainz, ora alla Williams, è arrivato terzo, quindi credo che quello che si sente meglio sia Carlos Sainz”.
Il rimpianto chiamato Sainz
Per Steiner, le qualità di Sainz sono evidenti e il suo percorso a Maranello lo dimostra. In coppia con Charles Leclerc, lo spagnolo sapeva stimolare il compagno e portare la squadra a un livello più alto. Con Hamilton, invece, la situazione appare più complicata: “Voglio dire, Carlos stava facendo un buon lavoro. Non avrebbero avuto tutte le interferenze esterne che riguardo le prestazioni di Lewis, quindi la squadra avrebbe potuto concentrarsi sulla gara, migliorando le cose, invece di cercare sempre di scoprire perché a Lewis non piace la macchina”.
Hamilton tra pressioni e dubbi
Il problema, per Steiner, è che la Ferrari oggi deve dividersi tra l’obiettivo di proteggere Hamilton e la necessità di individuare le soluzioni tecniche per migliorare le prestazioni della stagione. Lo spagnolo, invece, garantiva solidità e continuità: “Avevano una certa dose di fiducia in Carlos; lui poteva dare il massimo, e Lewis ovviamente, voglio dire, rispetto Lewis, ma al momento, per le agitazioni che porta nella squadra e attorno alla squadra, è un investimento che valeva la pena fare? Forse no”.