Franco Colapinto è uno dei piloti che non sa se nel 2026 sarà presente sulla griglia di Formula 1. Subentrato a Jack Doohan, l’argentino non è ancora riuscito a disputare un weekend privo di sbavature o difficoltà. Certo, va ricordato che questo è il suo primo vero anno da titolare, dopo la parentesi del 2024 in Williams quando sostituì Logan Sargeant per nove gran premi. Ma il contesto non lo aiuta: l’Alpine non ha messo in pista una monoposto competitiva e dei 20 punti raccolti finora tutti portano la firma di Pierre Gasly.
Alpine in crisi e Colapinto sotto pressione
Oggi il team francese occupa l’ultimo posto nella classifica costruttori e può affidarsi realmente solo a uno dei due piloti. Colapinto, alla sua stagione d’esordio, si trova così a lottare con una macchina che non lo supporta, commettendo però diversi errori, molti dei quali evitabili. È questa combinazione di limiti personali e tecnici a rendere precario il suo futuro. Dopo il Gran Premio dell’Azerbaijan, però, Flavio Briatore ha cambiato tono: “La sua prestazione è stata la migliore della stagione fin qui”, ha detto. Da consulente esecutivo del team, Briatore non ha escluso che Colapinto possa restare un’opzione per il 2026, pur valutando anche il pilota di riserva Paul Aron.
Nell’ultima puntata del podcast Beyond The Grid, Colapinto si è soffermato proprio sul rapporto con Briatore: “Ho un ottimo rapporto con Briatore. È duro con tutti. Il suo modo di far lavorare la squadra e motivare le persone a volte è un po’ duro e a volte può sembrare un po’ eccessivo se non lo si conosce”, ha raccontato. “Ma è una persona in cui credo davvero e che credo porterà avanti questa squadra e riporterà l’Alpine al vertice. Ho imparato molto da lui quest’anno. Mi ha reso molto più forte”.
Un carattere che non cambia
Chi conosce Briatore sa bene che modi schietti sono sempre stati il suo marchio di fabbrica. Non ama i giri di parole, parla chiaro e diretto con chiunque abbia davanti. Non a caso, nei mesi scorsi, aveva dichiarato di non essere affatto soddisfatto del rendimento di Colapinto. Eppure, al netto delle critiche, l’argentino riconosce l’impatto positivo della sua guida: “Mi ha reso forte mentalmente e credo che anni come questo, quando le cose cominciano a migliorare e quando iniziamo a vincere, ad avere buoni risultati, a lottare al top, siano ciò che fa la differenza. Sono molto grato per l’opportunità che mi ha dato, ma anche per tutto questo processo che stiamo attraversando”.