Roma ha ospitato la partenza della campagna nazionale “Il tuo cuore nelle tue mani”, promossa da Daiichi Sankyo Italia in collaborazione con l’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari (INRC) e con il supporto di Roma Capitale, del Consiglio Regionale del Lazio e di numerose associazioni di pazienti. Martedì 30 settembre, Piazza del Popolo si è trasformata in un grande presidio sanitario a cielo aperto: medici, infermieri e volontari hanno accolto i cittadini per una giornata di screening gratuiti che hanno compreso elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa, misurazione della glicemia e del profilo lipidico, insieme al calcolo della circonferenza vita, uno dei parametri più semplici ma anche più rivelatori del rischio cardiovascolare.
L’iniziativa è stata pensata non solo come momento di prevenzione attiva, ma soprattutto come occasione per diffondere informazione e consapevolezza. I dati parlano chiaro: le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte in Italia, con oltre 217.000 decessi nel 2021, pari al 30,8% del totale. Nonostante ciò, il livello di conoscenza resta basso. Secondo una survey europea condotta da Daiichi Sankyo Europe su oltre 8.500 persone, un paziente su cinque in Italia non si sente adeguatamente informato sui sintomi, e solo il 17% si è rivolto a un medico immediatamente dopo averli percepiti.
Giovanni Lambri di Daiichi Sankyo ha ricordato come la campagna sia nata proprio dal confronto con le associazioni di pazienti, che hanno segnalato con forza la sottovalutazione del rischio. “Uno dei problemi principali è la scarsa percezione degli eventi cardiovascolari”, ha spiegato, sottolineando che la conoscenza dei sintomi, così come delle differenze tra uomini e donne nella loro manifestazione, rappresenta il primo passo per salvare vite.
La questione di genere è emersa con chiarezza anche nei dati europei: più della metà dei pazienti non conosce le differenze sintomatologiche tra i sessi, e tra le donne quasi il 40% attende oltre sei settimane prima di rivolgersi a un medico dall’insorgenza dei primi segnali. “È un aspetto che rende ancora più urgente diffondere conoscenza e consapevolezza», ha insistito Lambri.
La giornata romana ha visto la partecipazione anche delle istituzioni. L’Onorevole Gian Antonio Girelli, della Commissione Affari Sociali, ha sottolineato l’importanza di portare la prevenzione tra le persone, senza aspettare che siano i cittadini a muoversi. «Essere presenti nelle piazze e nei luoghi di aggregazione è una strategia vincente», ha dichiarato, ribadendo la necessità di rafforzare la medicina di prossimità e garantire continuità di cure. Secondo Girelli, la diagnosi precoce ha poco valore se poi non si riesce a garantire che i pazienti seguano le terapie e ricevano sostegno per affrontare le difficoltà sociali ed economiche legate alla malattia. «Investire in prevenzione significa risparmiare in cure future e costruire un sistema più vicino alle persone», ha aggiunto.
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla prevenzione dell’ictus, che in Italia colpisce ogni anno circa 120.000 persone. Andrea Vianello, presidente della Federazione A.L.I.Ce., ha ricordato che l’ictus è una malattia “tempo-dipendente”, in cui la tempestività dell’intervento è decisiva. Ha parlato dell’importanza di non sottovalutare i sintomi e di iniziative che, come quella di Roma, «parlano ai cittadini e offrono la possibilità concreta di fare controlli, che sono la prima medicina contro qualunque malattia». Vianello ha rivolto anche un appello alle istituzioni a rafforzare la cultura della prevenzione e a non lasciare sole le famiglie che convivono con le conseguenze di un evento così grave.
La campagna si lega inoltre al recente “Policy Act” sulla salute cardiovascolare, frutto di un lavoro congiunto tra istituzioni, clinici, società scientifiche e associazioni civiche, che punta a migliorare prevenzione e aderenza terapeutica. Quest’ultima rappresenta un nodo critico: la scarsa osservanza delle cure pesa sul Servizio Sanitario Nazionale per circa 2 miliardi di euro l’anno. Secondo le stime, migliorare l’aderenza anche solo del 15% permetterebbe di ridurre in modo significativo il rischio di infarto e ictus, con un risparmio potenziale superiore ai 300 milioni di euro.
Dopo Roma, “Il tuo cuore nelle tue mani” proseguirà il suo percorso con tappe a Torino e Palermo, confermando il carattere itinerante e nazionale della campagna. Ogni tappa sarà un’occasione per sensibilizzare la popolazione, ascoltare le esigenze specifiche delle comunità e rafforzare la consapevolezza sull’importanza della prevenzione e dell’aderenza terapeutica, avvicinando la sanità pubblica ai cittadini.
La giornata in Piazza del Popolo ha dimostrato che la salute del cuore non è solo un tema medico, ma una responsabilità collettiva. Passa attraverso la conoscenza dei sintomi, controlli regolari, stili di vita sani e la capacità di chiedere aiuto tempestivamente. Come hanno ricordato promotori e associazioni, la prevenzione non è un gesto isolato, ma un investimento per la comunità. La salute del cuore, oggi più che mai, è davvero nelle mani di ciascuno di noi.