Paura all’Oktoberfest, shutdown a Washington

Paura all'Oktoberfest, shutdown a Washington

di  
michele farina

L’Oktoberfest a Monaco di Baviera sarà chiusa per precauzione fino alle 17 di oggi per allarme bomba. Il governo degli Stati Uniti ha chiuso i battenti (e congelato gli stipendi) a 800 mila dipendenti federali. Per il resto, da Gaza all’Ucraina, le guerre non chiudono neanche un minuto.
Venti finestre sul mondo, compresa quella sul paesino giapponese dove è entrato in vigore il divieto di usare lo smartphone per più di due ore. E in fondo, Telmo Pievani ci racconta il social network delle balene, che forse fanno meno fatica di noi a comprendersi.

Buona lettura!

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1. Il governo Usa e lo shutdown: in 800 mila sospesi senza paga

Gli Stati Uniti sono entrati ufficialmente in «shutdown» a mezzanotte di oggi, 1 ottobre (ora di Washington, in Italia le 6): significa che a causa dell’impasse nella approvazione della legge di bilancio tutte le voci di spesa dell’amministrazione federale non necessarie alla sopravvivenza sono «congelate».

Il 40 per cento dei dipendenti pubblici federali – circa 800 mila persone – sarà sospeso dal lavoro senza paga a tempo indeterminato.
È la prima volta che accade dal 2018-2019, e per ora non c’è una soluzione, perché non c’è accordo al Congresso americano tra i repubblicani di Donald Trump e l’opposizione democratica.

Con un voto di 53 a 47, i repubblicani hanno bocciato la proposta dell’opposizione che prevedeva l‘estensione dei sussidi dell’Obamacare, destinati a scadere alla fine dell’anno, e l’annullamento di altri tagli all’assistenza sanitaria apportati dal One Big Beautiful Bill di Donald Trump… (qui l’articolo completo).

2. Psicodramma e pantomima

Lo psicodramma della «chiusura della pubblica amministrazione» è cominciato ufficialmente a mezzanotte, ora di Washington. Salvo accordi dell’ultima ora tra repubblicani e democratici, il mancato accordo sul finanziamento del deficit federale provoca una penuria di fondi, e sospensioni di alcuni servizi. Visto il clima politico attuale, la tentazione di drammatizzare sarà quasi irresistibile. 

Ma questa pantomima di «paralisi dello Stato» non è una vera emergenza. Tantomeno una novità.
Accadde, a ripetizione, sotto presidenti democratici come Bill Clinton e Barack Obama. Non che sia un bello spettacolo. È uno dei tanti sintomi che la vita istituzionale negli Stati Uniti soffre di patologie e disfunzioni varie, compresa la polarizzazione, la crescente difficoltà a negoziare compromessi… (qui l’articolo completo).

mara gergolet

corrispondente da Berlino

Paura e allarme a Monaco di Baviera, tanto che le autorità hanno deciso di chiudere l’Oktoberfest fino alle 17.

Verso le 4.40 di stanotte, una casa è andata a fuoco nella periferia nord della città. È scattato l’allarme antincendio, ma subito dopo dalla casa unifamiliare si sono uditi altri scoppi ed esplosioni, con numerose chiamate alla polizia dal vicinato

Gli agenti sono intervenuti immediatamente: a Monaco si sta svolgendo l’Oktoberfest con centinaia di migliaia di visitatori e il dispositivo di sicurezza in città è imponente.
All’alba, un cadavere è stato trovato vicino al lago Lerchenauer con ferite da arma da fuoco… (qui l’articolo completo).

4. Il big «scomparso» in Cina

(Irene Soave) Liu Jianchao, già capo del Dipartimento Internazionale, non si vede in pubblico da luglio. Le speculazioni parlano di un arresto per motivi disciplinari, spesso il vero motivo di queste “sparizioni”. Secondo alcune fonti citate dalla Reuters, Jianchao sarebbe stato arrestato per “controlli disciplinari” al rientro da un lungo viaggio a Singapore, in Sudafrica e in Algeria. Di lui non si sa più nulla. Ora Pechino ha nominato al suo posto un nuovo direttore: Liu Haixing, diplomatico con grande esperienza in affari europei.

Il Dipartimento Internazionale è un potente braccio del Partito comunista: si occupa delle relazioni diplomatiche con i partiti politici di altri Paesi. Il che, tradotto, significa anche che si occupa di far tornare in patria, con le buone o con le cattive, dissidenti, esiliati, espatriati. 

Hamas sta ancora discutendo la posizione da adottare rispetto al piano per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza presentato dalla Casa Bianca, che alti funzionari del movimento hanno definito «ingiusta e di parte», ma che verrà esaminata «con assoluta positività». Lo rivela il quotidiano saudita Asharq al-Awsat, citando fonti del gruppo armato al potere a Gaza.

Una donna palestinese all’ospedale di Deir el-Balah oggi accarezza il cadavere di una persona cara uccisa in un raid israeliano (Bashar Taleb/Afp)

Almeno 17 palestinesi sono stati uccisi dall’alba di oggi, a seguito di una serie di attacchi aerei e bombardamenti da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf)… (qui gli aggiornamenti).

6. Flotilla, le notizie in diretta

«La missione della flottiglia è lodevole e legittima, ma la vita dei suoi membri deve avere la priorità», ha fatto sapere il governo spagnolo questa mattina ai membri della Flotilla, secondo quanto riferiscono fonti della Moncloa. Madrid ha comunicato inoltre agli attivisti che la nave inviata dalla Spagna «non potrà entrare nella zona di esclusione stabilita dall’esercito israeliano poiché ciò metterebbe a rischio l’incolumità fisica del suo equipaggio e della flottiglia stessa»… (qui tutti gli aggiornamenti).

7. Una parola sola: basta

Quanto mi auguro che la guerra termini, una buona volta?
Mentre il barista di un nuovo piccolo bar su un carretto, un uomo della mia età, ci prepara il caffè, racconta che il sogno di aprire quel posto era di suo figlio Eitan. Eitan è caduto in guerra.

È per lui che l’ha realizzato. Ci mostra alcune foto del figlio e poi una registrazione. Noi guardiamo e ascoltiamo. Non potremmo fare altrimenti. Io guardo anche il padre. Lo sguardo di chi ha perso un figlio cambia. Gli occhi sono abissi di dolore. Il viso è disfatto. Nel centro della fronte appare un solco profondissimo… (qui l’articolo completo).

8. Non è un videogioco: il genero di Trump e il patto miliardario con i sauditi

Jared Kushner, genero di Donald Trump per aver sposato la sua figlia maggiore Ivanka, ha fatto parlare di sé nelle ultime ore per ragioni in apparenza separate: dei videogiochi e una guerra. Ma sono proprio le linee di connessione fra queste due sfere così diverse a gettare un fascio di luce sulla natura del potere in America oggi e sugli equilibri che potrebbero delinearsi in Medio Oriente… (qui l’articolo completo).

9. Rispunta Erik, il principe dei mercenari

marta serafini

inviata a Dnipro

Torna a farsi vivo il principe dei mercenari. Una nuova inchiesta di Ukrainska Pravda, ricostruisce i tentativi di Erik Prince, fondatore di Blackwater e vicino all’entourage di Donald Trump oltre che parte del movimento Maga (Make America Great Again), di entrare nel settore difesa ucraino. Durante la prima presidenza Trump (2017-2021) Prince, nonostante le sue milizie fossero state accusate di massacri in Iraq, operò come consigliere informale su temi di sicurezza privata, guadagnando accesso politico e legittimità per negoziare all’estero. 

Nel 2014 si vociferò di suoi uomini coinvolti nelle operazioni delle ATO – le truppe ucraine come venivano chiamate allora – in Donbass. Tra il 2019 e il 2021 tentò, tramite intermediari legati a ex-funzionari di Yanukovych e imprenditori di Dnipro, di acquisire Motor Sich per creare in Ucraina un polo aerospaziale e di addestramento mercenario. Sulla questione ebbe contatti anche con Andriy Yermak già braccio destro di Zelensky. Ma l’operazione fu bloccata dal Consiglio di Sicurezza di Kiev, sostenuto da Washington, che dichiarò Motor Sich «asset strategico» temendo l’influenza di capitali cinesi.

Con l’invasione russa del 2022, Prince è tornato puntando ai droni ucraini: tramite Vectus Global ha cercato di allearsi con startup di Kiev e Mykolaiv, promettendo investimenti e know-how. Ma la sua reputazione e i legami passati con Pechino restano motivo di diffidenza per Ministero della Difesa e SBU.
Da vedere che ora non ci riprovi grazie al sostegno che gode da Trump.

10. Attentati Nord Stream, nuovo arresto: è un sub ucraino

(Marta Serafini) Tre anni dopo gli attentati alle condotte Nord Stream, le autorità polacche hanno arrestato nei pressi di Varsavia un cittadino ucraino ricercato da tempo con mandato europeo. L’uomo, identificato come Volodymyr Z., 46 anni, viveva a Pruszków con la famiglia e gestiva una piccola impresa edile. La Procura federale tedesca di Karlsruhe ha confermato l’arresto, precisando che si tratta di un sub addestrato che avrebbe partecipato ai lavori subacquei per collocare gli esplosivi vicino all’isola di Bornholm. Le accuse nei suoi confronti sono di concorso in esplosione e sabotaggio contro la Costituzione. 

Si tratta del secondo arresto importante: a fine agosto in Italia era stato fermato un altro cittadino ucraino, Serhij K., considerato tra i presunti organizzatori della missione di sabotaggio. Anche per il sospettato arrestato in Polonia è attesa l’estradizione in Germania. La procura di Varsavia ha chiesto la custodia cautelare per sette giorni, in attesa dei documenti ufficiali dalla Germania da tradurre in polacco. Solo dopo sarà formalizzata la richiesta di consegna alle autorità tedesche.

Il 26 settembre 2022, tre delle quattro linee dei due gasdotti Nord Stream 1 e 2 furono distrutte a una profondità di circa 80 metri sul fondale del Mar Baltico interrompendo definitivamente il flusso di gas dalla Russia alla Germania. Secondo gli inquirenti, i responsabili sono alcuni militari ed ex militari ucraini che avrebbero piazzato delle cariche esplosive sul fondale, nei pressi della struttura.

11. Il viaggio di Mattarella e la bussola dell’Onu

monica guerzoni

inviata a Astana

Anche dall’Asia centrale e dal Caucaso, dove è volato per rafforzare la «sincera amicizia» dell’Italia con Kazakistan e Azerbaigian — Paesi «strategici», non solo per la nostra sicurezza energetica — Sergio Mattarella è tornato a difendere il ruolo e la missione dell’Onu. Non un «ente inutile», come aveva tuonato Trump al Palazzo di vetro, bensì una «bussola per affrontare ogni crisi e ogni conflitto da una prospettiva equilibrata e costruttiva».

In Azerbaigian, con il presidente Aliyev

Nessun riferimento diretto a Gaza, alla Flotilla e al piano di pace di Trump per il Medio Oriente, ma il pensiero del Quirinale è che per risolvere i conflitti in corso servano «soluzioni durature e sostenibili», nel rispetto del diritto internazionale.
Ogni ragionamento di Mattarella, anche nei due Paesi dove l’influenza russa ancora si fa sentire, indica la via del multilateralismo, del dialogo, della solidarietà, della collaborazione: «Sarebbe velleitario immaginare che singoli Stati siano in grado di attuare soluzioni efficaci su fenomeni di vasta portata». Angosciato com’è per le guerre che cancellano vite e futuro, a ogni latitudine Mattarella insiste sul tema della pace.

Lo ha fatto in Kazakistan, durante la sua prima visita ufficiale, dialogando con il presidente Tokaev e parlando alla Scuola di formazione della pubblica amministrazione di Astana. Ha lodato la scelta del Kazakistan di riferirsi costantemente «alla centralità della Carta delle Nazioni Unite e dei suoi valori» e si è concesso una battuta che ha strappato l’applauso di studenti e docenti: «La mia età molto avanzata mi ha consentito di fare molte esperienze, è il vantaggio di chi invecchia». E ieri Mattarella è tornato dopo sette anni a Baku, capitale dell’Azerbaigian, dove ha incontrato il presidente Aliyev per intensificare le «relazioni eccellenti» con l’Italia (e la Ue) sotto il profilo economico, industriale, culturale e soprattutto energetico. L’Azerbaigian, ha rivendicato Aliyev, «è il primo partner del petrolio per l’Italia e il secondo per il gas naturale».

12. La bambina-dea di Kathmandu

(Irene Soave) Il culto nepalese delle Kumari, di radice induista – ma condiviso anche dai buddisti – prevede che all’incirca a ogni decennio si scelga una bambina tra i 2 e i 4 anni come Kumari, cioè dea vivente. È un culto della vergine abbastanza recente: a oggi se ne sono succedute appena 13, e la vita sacra di una Kumari dura dall’infanzia al menarca. La bambina deve appartenere al clan degli Shakya, avere denti, pelle e capelli perfetti, non avere paura del buio.

Da ieri la piccola Aryatara Shakya è la nuova Kumari, e sostituisce la precedente Kumari, una lontana cugina, che sta diventando grande e diventerà una ragazza come tutte le altre (?). Quello delle Kumari, dee-bambine, è un culto nepalese molto radicato, non privo di controversie: le bambine vivono ritirate, fino a poco tempo fa non potevano andare a scuola, subiscono molte precauzioni; quando diventano grandi si dice che l’uomo che le sposa vivrà meno a lungo, quindi restano sempre sole.

13. Molti aerei Usa verso il Medio Oriente

Avviso ai naviganti.
Chi segue i movimenti degli aerei segnala in Rete lo spostamento di un gran numero di velivoli rifornitori dagli Stati Uniti verso il Medio Oriente, in particolare la base di Al Udeid in Qatar. Notata anche l’attività dell’aereonautica degli Emirati e saudita. C’è chi ipotizza sia il preludio al trasferimento di caccia statunitensi nella regione. È un’esercitazione? Sono manovre in vista di una situazione particolare? Vedremo.

Intanto l’Iran cerca di migliorare le proprie difese ed è costante l’appello alla vigilanza. Gli alti gradi sono convinti che potrebbe esserci un nuovo round bellico con Israele e, forse, gli stessi Stati Uniti. E ogni tanto si rincorrono voci in questo senso. Teheran ha approntato un sistema per garantire continuità nella catena di comando o almeno è ciò che il regime fa trapelare. Durante l’ultimo scontro con Tel Aviv importanti figure della gerarchia militare sono stati uccisi nei primi giorni di strike, stesso destino per una dozzina di scienziati nucleari.

14. Russia-Ue, la nuova sfida finanziaria

Si è udito un silenzio irreale da Mosca dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz, per la prima volta, ha messo la sua firma su una decisione che sta prendendo forma: usare le riserve congelate della Russia per finanziare l’Ucraina, dapprima mobilitando 170 miliardi di euro e alla lunga ben oltre duecento.

Vladimir Putin con il ministro degli Esteri Lavrov

La vicenda dei fondi di Mosca risale ai primi giorni della guerra totale all’Ucraina, quando i leader del G7 bloccarono quei conti in dollari, euro, sterline e yen e li sottrassero alla disponibilità di Vladimir Putin (foto sotto). Ho scritto sul Corriere dei modi in cui questo può accadere, a partire dal G7 dei ministri delle Finanze già previsto mercoledì. Si può ipotizzare che la decisione diventi esecutiva fra marzo e aprile prossimi… (qui l’articolo completo).

15. Putin, Gorbaciov e la politica del Tetris

(Massimo Sideri) Potrebbe sembrare una forzatura consigliare a Vladimir Putin di giocare a Tetris. Eppure rispolverare la storia del gioco più famoso del mondo, potrebbe aiutare Putin a comprendere che sta commettendo, anche dal punto di vista dell’economia, gli stessi errori che vennero commessi nell’ultimo disastrato e disastroso Urss.

Alexey Pajitnov, il padre di Tetris, e il socio americano Henk Rogers

Anche chi non ci ha mai giocato sa che il Tetris è stato uno dei giochi più popolari della storia e anche uno dei più copiati a colpi di floppy disc nell’era pre-web. Eppure, nonostante questa popolarità globale, in pochi ricordano o conoscono il romanzo della sua origine, degno di un complotto alla Frederick Forsyth… (qui l’articolo completo).

16. Trump e i generali senza barba

viviana mazza

inviata a Washington

Centinaia di generali e ammiragli hanno ascoltato ieri i discorsi del capo del Pentagono Pete Hegseth e del presidente Donald Trump presso la base di Quantico, in Virginia. Il raduno dei leader militari americani da ogni parte del mondo è stato voluto da Hegseth per esporre la sua visione sul recupero di quello che ha definito «l’ethos del guerriero». Trump, pur ammettendo che è inusuale e che ha avuto un costo farli arrivare tutti a Washington, ha detto che ne è valsa la pena, perché era un evento funzionale allo «spirito di corpo».

Abituato a folle entusiaste, Trump ha notato subito il silenzio e ha esordito con una battuta, provocando risate: «Se volete applaudire, applaudite. Se non vi piace quello che dico, potete lasciare la stanza, ovviamente perderete il rango e il vostro futuro». Lasciando la Casa Bianca, poco prima, Trump aveva detto ai giornalisti che è pronto a licenziare in tronco i leader militari che non gli piacciono… (qui l’articolo completo).

17. Dazi del 100% sui film stranieri

Ancora minacce da Donald Trump sul fronte dei dazi. L’amministrazione Usa ha fatto sapere che imporrà dazi del 100% sui film realizzati al di fuori dagli Stati Uniti. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump in un post su Truth Social. «L’attività di produzione cinematografica è stata rubata agli Stati Uniti d’America, da altri Paesi, proprio come rubare le caramelle a un bambino». E aggiunge: «La California, con il suo governatore debole e incompetente, è stata particolarmente colpita! Pertanto, al fine di risolvere questo lungo e infinito problema, imporrò una tariffa del 100% su tutti i film realizzati al di fuori degli Stati Uniti»… (qui l’articolo completo).

«Le uova di pidocchio diventano pidocchi», ringhiava John Chivington, il sanguinario ufficiale che nel 1864 ordinò ai suoi uomini la carneficina di donne e bambini sul Sand Creek River, uno dei più spaventosi massacri di pellirosse inermi della storia americana.

Così feroce che perfino gli americani di allora, senza arrivare a un pubblico processo, se ne vergognarono. Eppure c’è chi teme oggi che anche quella condanna morale (solo morale) possa esser ribaltata dopo la scelta indecente di Pete Hegseth, fortissimamente voluto da Trump come segretario alla Difesa (ora alla Guerra), di bloccare il percorso che negli ultimi anni pareva avviato a revocare le medaglie d’onore, la più alta onorificenza statunitense, a una ventina di soldati che nel 1890 parteciparono a un’altra strage, quella di 350 Lakota che invano sventolavano la bandiera bianca a Wounded Knee… (qui l’articolo completo).

19. Il paese giapponese dove è vietato usare lo smartphone per più di due ore

(Irene Soave) A Toyoake, in Giappone, l’amministrazione comunale ha vietato a tutti l’uso dello smartphone per più di due ore al giorno. Il divieto vale per grandi e piccini: da un lato è equo – come ci si aspetta che i ragazzini accettino di non usare il cellulare a scuola quando noi «grandi» ci stiamo continuamente attaccati? – dall’altro molti dei 68 mila cittadini credono che il sindaco abbia un po’ esagerato. 

Il sindaco

L’ordinanza non riguarda gli orari di lavoro, in cui il telefono serve, ed è soprattutto simbolica: non ci sono sanzioni per chi sfora le due ore. Ma l’amministrazione confida sul rispetto dei giapponesi per le leggi, che spesso esula dalla sanzione. Circa 400 cittadini hanno chiamato il Comune per chiedere lumi o protestare. Ma l’ordinanza è in vigore da oggi.

20. Il social network delle balene (che hanno 8 chili di cervello)

I cetacei hanno il cervello più grande in assoluto tra gli animali: nei maschi adulti di capodoglio per esempio sfiora gli otto chili, cinque volte il nostro, e le convoluzioni della corteccia sono paragonabili alle nostre. La loro è un’intelligenza mammifera acquatica, senza le mani e senza il fuoco, altamente sociale e comunicativa, in particolare sonora. Fluttuando leggiadri in un elemento molto più denso dell’aria, diffondono più facilmente i loro suoni. Di conseguenza i cetacei creano e abitano un mondo pieno di suoni, al quale noi siamo sordi.

Una megattera

Gli audio messaggi dei cetacei costituiscono un vero e proprio social network oceanico: la loro continua conversazione a base di clicks, fischi e schiocchi tiene insieme le famiglie e i gruppi, e non importa che siano dispersi per centinaia di miglia. Si mandano in continuazione tweet sottomarini per sapere dove sono, per coordinarsi, cacciare, avvisarsi di pericoli e migrare tra zone di caccia e zone di riproduzione. Grazie a un equivalente del codice Morse, sono persino in grado di riconoscersi individualmente e in base al clan di appartenenza… (qui la lezione completa, e qui tutte le lezioni del Corriere).