Ambasciatore di Israele in Italia: “Chi giustifica il 7 ottobre sostiene Hamas”
“Il massacro del 7 ottobre è stato un atto di brutale terrorismo. Chi è sceso in piazza a giustificarlo dimostra di non voler la pace, ma di sostenere Hamas. Condanno fermamente quanto accaduto e spero che venga denunciato senza mezzi termini”. Lo scrive l’ambasciatore d’Israele in Italia, Jonathan Peled, su X all’indomani delle manifestazioni pro-palestina a Roma. Ieri, durante la manifestazione era comparso una striscione: “7 ottobre giornata della Resistenza palestinese”.
Fuoco contro richiedenti aiuti a Rafah: 4 morti
Un attacco israeliano contro richiedenti aiuti umanitari nel sud di Gaza ha causato stamattina quattro vittime: lo riferisce al-Jazeera. Il Nasser Medical Complex, afferma la testata araba, ha dichiarato che le forze israeliane hanno sparato contro i palestinesi nei pressi di un centro di distribuzione a nord di Rafah. Inoltre una fonte dell’ospedale al-Ahli di Gaza ha riferito che è stato recuperato il corpo di un bambino ucciso in un attacco aereo israeliano su un’abitazione a Tuffah, a est di Gaza City.
Sindaco di Gaza City: “Ora Hamas si faccia da parte”
“Penso che farsi da parte sia una buona idea per tutti, per Hamas e per il popolo palestinese, perché gli ultimi anni sono stati molto difficili e Hamas non è in una buona posizione per restare al potere. Dovrà affrontare molti problemi interni e internazionali, è meglio che si faccia da parte per un pò di tempo e lasci che siano i palestinesi a scegliere i loro governanti. In futuro potranno formare un partito politico e il popolo deciderà se eleggerli o no”. Lo ha affermato in un’intervista a Repubblica il sindaco di Gaza City, Jahya al Sarraj. Quanto all’ipotesi di un coinvolgimento di Tony Blair come da piano presentato da Donald Trump. “Non credo sia un’ipotesi gradita alla gente di Gaza e potrebbe complicare le cose perché persone esterne potrebbero non comprendere le esigenze dei locali, è meglio avere gente del posto che governi. Abbiamo bisogno di un sostegno internazionale, è vero, arabo e islamico, ma questo dovrebbe avvenire in consultazione con i palestinesi per scegliere la forma migliore e le persone più adatte e abbiamo tante in gamba qui a Gaza che possano davvero pensare alla rinascita mettendo gli interessi del nostro popolo al primo posto”, aggiunge.
Missili su Israele dallo Yemen: Houthi rivendicano
I ribelli Houthi dello Yemen si sono assunti la responsabilità dell’attacco missilistico balistico di questa mattina contro Israele, sostenendo di aver preso di mira “diversi obiettivi sensibili” nell’area di Gerusalemme utilizzando un proiettile con testata a grappolo. Secondo l’esercito israeliano il missile è stato intercettato con successo durante l’attacco prima dell’alba. Non risultano esserci danni o feriti. Gli Houthi affermano inoltre di stare “monitorando gli sviluppi a Gaza” mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump spinge per porre fine alla guerra.
Berlino: “Per la pace a Gaza serve la cooperazione internazionale”
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul si recherà oggi nella regione del Golfo per discutere del piano di pace per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo scrive l’agenzia tedesca Dpa. Il politico della Cdu discuterà prima della situazione con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Il Qatar è considerato un mediatore chiave tra Israele e palestinesi negli sforzi per porre fine alla guerra a Gaza. Wadephul ha invitato i partner dell’Ue e della regione del Golfo a compiere uno sforzo concertato per contribuire al successo del piano di pace per Gaza del presidente Trump. “Per attuare rapidamente il piano statunitense, è necessaria una decisa cooperazione internazionale”, ha dichiarato prima di partire per Qatar e Kuwait. “I segnali degli ultimi giorni mi danno fiducia che il governo israeliano e Hamas siano pronti a intraprendere le azioni necessarie. Tuttavia, ciò richiede il continuo supporto di chiunque possa esercitare influenza”. Per Wadephul il piano Trump offre “un’opportunità unica, anche perché è stato co-progettato e sostenuto da stati arabi e musulmani. Dopo due terribili anni di violenza e distruzione, questa grande opportunità deve ora essere colta”. Wadephul, ricorda Dpa, deve partecipare a una riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue e del Consiglio di Cooperazione del Golfo nell’Emirato del Kuwait.
Hamas: “Israele non ha ridotto gli attacchi, sabato 70 morti”
“L’esercito di occupazione sionista continua a commettere crimini orribili e massacri contro il nostro popolo palestinese nella Striscia di Gaza“. Lo afferma Hamas, secondo cui sono 70 le persone uccise dagli attacchi israeliani sabato. Questo “smaschera le false affermazioni del governo del criminale di guerra Netanyahu riguardo alla riduzione delle operazioni militari contro civili indifesi”, aggiunge Hamas.
Idf: “Gaza City quasi vuota, evacuati 900mila palestinesi”
Secondo nuove stime dell’Idf, Gaza City si è quasi completamente svuotata dei palestinesi. Lo riporta The Times of Israel. Secondo le stime dell’esercito, circa 900mila del milione di palestinesi che risiedevano a Gaza City prima della grande offensiva dell’Idf sono stati evacuati a sud della Striscia. Il mese scorso ai civili è stato ordinato di evacuare tutte le aree di Gaza City e di dirigersi verso una zona umanitaria designata da Israele. Secondo i dati israeliani il tasso di abbandono dell’area da parte dei palestinesi è aumentato nelle ultime settimane, con l’avanzata dell’Idf verso Gaza City.
Uno dei leader di Hamas guida i negoziati in Egitto
Sarà uno dei leader di spicco di Hamas, Khalil al-Hayya, a guidare la delegazione della fazione armata nei negoziati per porre fine alla guerra di Gaza, che inizieranno domani in Egitto. Lo riporta il canale saudita Asharq citato da The Times of Israel. La delegazione arriverà al Cairo oggi, prima di dirigersi a Sharm el-Sheikh per i colloqui di domani. Le discussioni inizieranno con la creazione delle condizioni affinché gli ostaggi vengano rilasciati entro pochi giorni, con l’aiuto della Croce Rossa, come già fatto in passato, secondo il rapporto. Al-Hayya, rimasto fuori da Gaza per tutta la durata della guerra, è stato recentemente preso di mira da un fallito attacco israeliano a Doha. È apparso in pubblico per la prima volta dall’attacco di ieri.