Non si è fatta attendere la reazione del Rassemblement National, che con il suo presidente Jordan Bardella ha criticato duramente la composizione del nuovo esecutivo. “Abbiamo detto chiaramente al primo ministro: o rottura o censura. Il governo annunciato questa sera, composto dagli ultimi sostenitori di Macron aggrappati alla zattera della Medusa, ha chiaramente tutti i tratti distintivi della continuità, e assolutamente nulla della rottura che il popolo francese si aspetta”, ha scritto Bardella in un post su X.
Sulla stessa linea anche Marine Le Pen, che ha definito “patetica” la scelta di un esecutivo “identico al precedente, condito dall’uomo che ha portato la Francia alla bancarotta”, in riferimento al ritorno di Bruno Le Maire alla guida del Ministero della Difesa. “Siamo sbalorditi”, ha aggiunto la leader dell’estrema destra, senza tuttavia anticipare la presentazione di una mozione di censura. Duro anche il giudizio di Éric Ciotti, leader dei Républicains, secondo cui “questo governo è un affronto ai francesi”, deplorando in particolare “il ritorno dell’uomo dei 1.000 miliardi di debiti”.