Netanyahu: “Siamo vicini alla fine della guerra”

“Siamo vicini alla fine della guerra”. Lo ha dichiarato, in occasione del secondo anniversario dell’attacco del 7 ottobre, il primo ministro Benjamin Netanyahu in un’intervista al podcast dell’opinionista statunitense Ben Shapiro, citata dai media israeliani. “Ciò che è iniziato a Gaza finirà a Gaza, con il rilascio dei nostri ostaggi e la fine del governo di Hamas”, ha spiegato. Netanyahu ha aperto l’intervista ricordando il 7 ottobre come “l’evento più orribile che il popolo ebraico abbia conosciuto dall’Olocausto”, affermando che “tutti pensavano che Israele fosse finito, ma due anni dopo abbiamo distrutto l’asse iraniano e le sue diramazioni”. “Hamas non è ancora stata distrutta, ma ci arriveremo”, ha proseguito, aggiungendo che anche Hezbollah, la Siria e gli Houthi hanno subito pesanti colpi. “Da quel giorno Israele è emerso come lo stato più forte della regione, ma restano ancora delle missioni per completare la vittoria”. “Vogliamo rivedere i nostri ostaggi a casa, e ci siamo vicini, anche se non ci siamo ancora riusciti. Allo stesso tempo, possiamo guardare indietro e riconoscere un fatto sorprendente: dalla disperazione più profonda ci siamo rialzati e siamo tornati a essere la potenza dominante in Medi Oriente, forse più forti che mai. E questo è qualcosa per cui possiamo davvero essere grati”, ha concluso Netanyahu.

Flotilla, 131 attivisti sono stati espulsi da Israele in Giordania

L’agenzia di stampa statale giordana riferisce che oggi 131 attivisti della flottiglia di Gaza sono stati espulsi da Israele in Giordania attraverso il ponte di Allenby. Il ministero degli Esteri giordano ha affermato che gli attivisti provenivano dai seguenti paesi: Bahrein, Tunisia, Algeria, Oman, Kuwait, Libia, Pakistan, Turchia, Argentina, Australia, Brasile, Colombia, Repubblica Ceca, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Serbia, Sudafrica, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti e Uruguay.

Raid israeliano su Khan Younis: un bimbo palestinese ucciso e diversi feriti

Un bambino è stato ucciso e molti palestinesi sono rimasti feriti in un attacco israeliano a Khan Younis: lo riferiscono i funzionari dell’ospedale al-Amal a Al Jazeera.

Tajani: “Italia pronta a inviare uomini per un contingente di pace in Palestina”

“L’Italia è pronta a fare la sua parte anche inviando uomini, se servono, per un contingente di pace internazionale per la riunificazione della Palestina e la stabilizzazione della situazione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della XII edizione della Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, in corso a Roma.

Sanchez: “Hamas liberi gli ostaggi e Netanyahu fermi il genocidio a Gaza”

“Oggi si compiono due anni dai terribili attacchi perpetrati da Hamas. È un giorno per ribadire la nostra ferma condanna del terrorismo in tutte le sue forme. Per chiedere l’immediato rilascio degli ostaggi israeliani. E per chiedere a Netanyahu di fermare il genocidio del popolo palestinese e aprire un corridoio umanitario”. Lo scrive su X il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, nel secondo anniversario degli attentati di Hamas in Israele.
Per Sanchez, “Il dialogo e il consolidamento dei due Stati sono l’unica soluzione possibile per porre fine al conflitto e raggiungere un futuro di pace” in Medio Oriente.

Hamas conferma: “Primo giorno di colloqui positivo”. Il secondo round in tarda mattinata

I colloqui sui negoziati sul piano di pace per Gaza “sono positivi”: lo confermano fonti vicine ai negoziatori di Hamas dopo le indiscrezioni emerse sulla stampa egiziana. Le fonti confermano anche che il secondo round a Sharm El-Sheikh, dove lunedì è arrivata una delegazione israeliana, inizierà martedì in tarda mattinata.

Israele, centinaia di manifestanti protestano davanti alle case dei ministri

Centinaia di dimostranti manifestano davanti alle case di alcuni ministri del governo israeliano chiedendo la liberazione degli ostaggi e la fine della guerra a Gaza. Lo riferiscono i media di Tel Aviv. In particolare, la protesta va in scena davanti alle abitazioni dei ministri Miri Regev, Gideon Saar, Yuli Edelstein e Ariel Kellner. Altre manifestazioni sono previste in 20 località in tutta Israele, in occasione dell’anniversario dei due anni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Wadephul (Germania) è al Cairo per dei colloqui con il capo della diplomazia egiziana

Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, è al Cairo per dei colloqui con il capo della diplomazia egiziana, Badr Abdel-Atty, all’indomani del primo round di colloqui indiretti tra Israele e Hamas in Egitto per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza. Al centro dei colloqui, lo stato dei negoziati a Sharm el-Sheikh dopo la presentazione del piano Trump per una tregua. Lunedì Wadephul, dopo un incontro a Tel Aviv con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar, ha assicurato che la Germania è “pronta” a dare “un contributo chiaro” agli sforzi di pace. A Sàar ha assicurato che Berlino può “svolgere, se desiderato, un ruolo politico attivo” nel processo di pace.

Trump sul rientro degli attivisti della Flotilla: “Greta Thunberg ha un problema di gestione della rabbia”

Greta Thunberg “ha un problema di gestione della rabbia. Penso che dovrebbe consultare un medico. Per essere così giovane è davvero arrabbiata”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo ad una domanda sulla Flottilla. L’attivista svedese è tra gli oltre 160 attivisti di diverse nazionalità della Global Sumud Flotilla che lunedì hanno lasciato Israele in un volo per la Grecia