“È vero che ci ha avvicinati, poi uno dei nostri ragazzi ha avuto una discussione esplorativa, tutto qui. Non si è andati oltre ed è una cosa conclusa. Non ho altro da dire, scrivete ciò che volete ma non alimenterò questa storia”, così Komatsu ha ricostruito i colloqui Haas-Horner.
Aston Martin per guidare un top team
C’è, però, un altro fronte che a Singapore ha catturato l’interesse. Riguarda Aston Martin. La squadra vive delle manovre in atto sulla proprietà della scuderie con l’uscita della casa automobilistica Aston Martin Lagonda, sebbene il marchio continuerà a essere presente in Formula 1, che monetizzerà la quota di minoranza detenuta. La notizia è stata confermata a fine marzo.
Aston Martin Aramco vede Lawrence Stroll proprietario con AMR Holdings GP Limited, insieme al fondo saudita PIF, Arctos Partners, HPS Investment Partners e Accel. Un quadro necessario per capire se e quali margini di manovra ci siano per un eventuale, futuro, ingresso di Horner nella compagine societaria.
A Singapore, sono state le parole del team principal – e amministratore delegato – Andy Cowell a destare curiosità quando ha parlato di Horner e se si sentisse o meno di escluderlo da un possibile ruolo futuro. “Christian in questo momento si è preso un po’ di tempo per stare fuori, si sta godendo il tempo con amici e famiglia, tuttavia, ama lo sport e gli auguro il meglio, qualunque cosa finisca a fare in futuro.
Noi abbiamo una squadra forte, con Adrian al comando della struttura tecnica. Stiamo crescendo e continuando a costruire. Il curriculum di Christian parla da sé ed è un grande avversario, spetta a lui capire cosa vorrà fare. Noi abbiamo una solida impostazione e procediamo così”.
Horner contatta tutti
Parole certo non di chiusura assoluta a un possibile coinvolgimento di Horner, che potrà tornare a operare in Formula 1 dal 2026. Un tiro parzialmente corretto al venerdì, quando rispondendo alla domanda se Horner abbia o meno avvicinato Aston Martin come fatto con Haas, Cowell ha aggiunto: “Credo che la notizia sia trapelata durante la nostra conferenza stampa. Stamattina ho parlato con Lawrence per capire cosa sapesse. Sembra che Christian stia contattando praticamente tutti i proprietari delle squadre in questo momento, quindi è una domanda che può essere passata agli altri. Posso affermare con certezza che non ci sono piani per coinvolgere Christian in futuro in alcun ruolo operativo o di investimento”. Una dichiarazione un po’ più netta.
Certo è che il progetto Aston Martin in fase di costruzione ha tutto il potenziale per diventare un top team, una degna prosecuzione della carriera per Horner dopo i 20 anni spesi in Red Bull. Un approdo che potrebbe anche valere l’ingresso in posizione subordinata a Lawrence Stroll, in una futura chiave di subentro nella proprietà, se l’imprenditore canadese dovesse decidere un disimpegno e monetizzare l’investimento fatto al tempo dell’acquisizione della Force India.
E Alpine?
Resta il punto di una figura, quella di Horner, estremamente ingombrante ma al tempo stesso in grado di costruire e guidare un team vincente. Un profilo che farebbe comodo a diverse squadre.
Sempre dalla conferenza dei team principal, Steve Nielsen, di Alpine, ha commentato l’esistenza di colloqui con Horner spiegando: “Per quanto ne sappia io, no. Flavio e Christian sono vecchi amici, non è un segreto. Di cosa abbiano parlato non lo so, ma da quanto vedo e per quel che so, non c’è alcun fondo di verità in Christian in Alpine, però questo non significa che non accadrà. Dopotutto è la Formula 1”. Alpine, altra squadra oggetto di rumours per un possibile ingaggio di Horner già dalla scorsa primavera, prima di eleggere Nielsen a team principal e, il nuovo a.d. del Gruppo Renault, Provost, confermare la presenza a lungo termine di Alpine in Formula 1, sconfessando le ipotesi di cessione della squadra ad altri investitori.