Valtteri Bottas si prepara alla sfida Cadillac in F1 del 2026: realismo, lavoro e voglia di lasciare il segno nel nuovo ciclo tecnico
© Getty Images
Mancano sei gare alla fine della stagione e il sipario calerà ad Abu Dhabi, chiudendo definitivamente il ciclo tecnico iniziato nel 2022 con le monoposto a effetto suolo. L’obiettivo era chiaro: avvicinare i venti piloti in pista per offrire più spettacolo e più sorpassi. Missione riuscita solo a metà. Il titolo Costruttori è già finito nelle mani della McLaren, capace di totalizzare esattamente il doppio dei punti della seconda classificata, al momento la Mercedes.
La lotta per il secondo posto
Nonostante la superiorità McLaren, la battaglia per il secondo posto tra Mercedes, Ferrari e Red Bull tiene viva la stagione. Non è forse lo show che la Formula 1 aveva immaginato, ma almeno regala una coda di campionato vibrante. Dal 2026, però, si ripartirà da zero: nuovo regolamento, nuove vetture, nuovi motori e un nome in più sulla griglia – Cadillac. Un debutto che porta con sé attese, curiosità e un pizzico di patriottismo americano.
Bottas e Perez: due destini diversi
A scendere in pista per Cadillac saranno Sergio Perez e Valtteri Bottas. Del messicano si sa poco in questo periodo lontano dai riflettori, ma il finlandese è tutt’altro che fermo. Dopo l’addio alla Sauber, Bottas è tornato in Mercedes, la casa con cui ha corso per cinque stagioni, assumendo il ruolo di pilota di riserva con compiti anche mediatici e promozionali. Amato per la sua ironia e il suo savoir-faire, Bottas ha trovato un equilibrio raro nel paddock. Ma dal 2026, quando tornerà titolare, dovrà mettere da parte i contenuti social per concentrarsi di nuovo sul casco e sulla pista. Ma come si affronta un nuovo inizio, soprattutto se è da costruire da zero?
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