Un’altra bella impresa per il podista cesenate Roberto Palmas. Dopo aver corso nel 2024 le maratone di Berlino e New York, e dopo aver vinto il 4 settembre scorso con il Quartiere Ravennate la prima edizione della manifestazione “Quartieri in Pista”, domenica scorsa 12 ottobre è stato il turno di quella di Chicago, ovvero la “maratona dei record” dove, nel 2023, Kiptum fece l’attuale record mondiale con il tempo di 2 ore e 35 secondi.
In compagnia di altri quattro amici runner del Seven di Savignano, Massimo Manenti, Giuseppe Masaracchia, Nicola Rosati e Alessandro Zoffoli, Palmas ha affrontato una delle maratone più famose e spettacolari del mondo, con una partecipazione di circa 54.000 atleti, fra cui moltissimi Italiani. Il runner cesenate ha fatto segnare il tempo di 3 ore, 10 minuti e 23 secondi, migliorando di circa un minuto e mezzo il risultato di New York 2024. La prestazione gli è valsa il 29º posto nella categoria M60 (atleti fra i 60 e 64 anni) su 1.202 pari quota, risultando inoltre il primo italiano over 60. La gara maschile è stata vinta da Kiplimo con il tempo di 2 ore 2 minuti e 23 secondi.
“È’ stata un’esperienza incredibile in una città bellissima. Ci tengo innanzitutto a ringraziare la mia famiglia, soprattutto la mia compagna Valentina, che, stando a casa per gestire mio figlio Riccardo, mi permette di viaggiare così spesso per vivere queste fantastiche esperienze, che oltre all’aspetto agonistico prevedono una parte turistica di notevole interesse” ha dichiarato Palmas. “La Maratona di Chicago è uno degli eventi più prestigiosi tra le 6 World Marathon Majors, le più importanti corse al livello mondiale che comprendono anche New York e Berlino, che ho già corso nel 2024, poi Boston, che correrò il prossimo 20 aprile grazie al tempo di qualificazione ottenuto nelle precedenti maratone, ed infine Londra e Tokyo. Dall’anno scorso è stata aggiunta anche Sidney e a breve si aggiungeranno Città del Capo e Shangai per portare a 9 il numero finale delle Major. Il mio obiettivo è di completare nel giro di un paio di anni prima le 6 storiche Major, risultato che mi permetterà di ottenere una prestigiosa medaglia composta dalle 6 medaglie delle singole competizioni, ambita da tutti i maratoneti, e poi nel tempo anche le 3 nuove rimanenti. Magari le terminerò quando sarò in pensione”.