«Il mondo non è sempre un posto piacevole, col tempo i tuoi genitori ti lasciano e nessuno è più disposto a proteggerti incondizionatamente: devi imparare a stare al mondo, per te stesso e per quello in cui credi». È una delle frasi più iconiche pronunciate dalla Regina Elisabetta, che racconta bene il suo incrollabile senso del dovere. Parole che oggi sembrano calzare a pennello per le nipoti della compianta monarca, le principesse Eugenie e Beatrice, sempre concentrate sul lavoro nonostante gli scandali che hanno coinvolto i loro genitori, il principe Andrea e Sarah Ferguson.

Nelle ultime settimane, infatti, sono stati entrambi accostasti al nome di Jeffrey Epstein, l’imprenditore morto suicida in carcere nel 2019, condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. Prima è stata svelata una mail del 2011 in cui Sarah Ferguson si rivolgeva con toni cordiali a Epstein contraddicendo le sue precedenti dichiarazioni in cui sosteneva di aver chiuso i rapporti; poi il principe Andrea ha deciso di rinunciare ai propri titoli reali per evitare che «le continue accuse» nei suoi confronti «distolgano l’attenzione dal lavoro del Re e della Royal Family».

In questo quadro, Eugenie e Beatrice hanno proseguito sulla propria strada, partecipando con la massima professionalità ai loro royal engagement. La prima, sposata con l’imprenditore Jack Brooksbank e madre di due figli, pochi giorni fa ha accompagnato la principessa Rajwa di Giordania – moglie del principe ereditario Hussein – a visitare due ospedali londinesi che usano progetti d’arte nei reparti dedicati alla salute mentale; la seconda, sposata con il businessman Edoardo Mapelli Mozzi e madre di due figlie, ha presenziato ad un gala di beneficenza per la Make-a-Wish Foundation.

Insomma, appare evidente che all’interno di casa Windsor – dove l’età media dei senior member è decisamente alta – le principesse Eugenie e Beatrice siano considerate risorse fondamentali per il futuro della monarchia. Tra lavoro e famiglia, si sono sempre distinte per la capacità di resistere alle bufere mediatiche che hanno coinvolto i genitori, o anche la Corona in senso più largo: diligenti, umili, mai una parola fuori posto. Da molti sono infatti considerate la perfetta espressione di quel «senso del dovere» che ha caratterizzato la loro nonna, Elisbetta, nei suoi 70 anni di regno.