“Maurilio Catalano, il pittore che dipinge i sogni” è un omaggio al personaggio e non soltanto all’artista. Una vita raccontata attraverso fotografie, lettere, opere, pagine di vita quotidiana che testimoniano l’impegno culturale che il maestro ha avuto nel corso della sua esistenza per la città di Palermo. La mostra – curata da Aldo Gerbino e fortemente voluta dall’Università degli studi di Palermo, dalla Fondazione Buttitta e dal Sistema museale d’Ateneo dell’Università di Palermo con la collaborazione della Fondazione Maurilio Catalano e il patrocinio del Comune di Palermo – sarà inaugurata domani (30 ottobre) alle 18 nella Sala delle Verifiche del Complesso monumentale dello Steri (piazza Marina, 61 – Palermo). 

Un racconto biografico tra barche e vapori, ma anche “luminarie” 

Il percorso espositivo è concepito come un vero e proprio racconto biografico, con una sezione centrale dedicata a una selezione di istantanee che testimoniano il profondo impegno culturale di Catalano per la sua città. Saranno esposte le immagini dell’inaugurazione della sua galleria, Arte al Borgo, luogo che divenne negli anni un imprescindibile crocevia di idee e confronto per l’élite intellettuale. Le foto rievocano gli ospiti illustri presenti a quell’evento: nomi del calibro di Renato Guttuso, Leonardo Sciascia, Pasqualino Noto, Giorgio Gaber, e Carlo Levi. Non mancheranno scatti emozionanti della consegna del primo premio conferitogli e altre istantanee della sua vita vissuta, offrendo uno spaccato intimo e sociale del maestro. 

L’anima artistica di Catalano rivive così attraverso una trentina di opere che ne ripercorrono antologicamente l’evoluzione creativa. Si spazia dalle geniali pitture su plexiglas degli Anni ’60 e ’70 alle sequenze tematiche di acrilici su tela. La mostra abbraccia anche la sua produzione di ex voto, luminarie, le suggestive installazioni lignee e le tele che racchiudono gli elementi iconici divenuti la sua firma inconfondibile: le mongolfiere, le barche, i vapori, le ruote, le ancore e le fiocine. A completare l’esposizione, saranno presenti in bacheca i ritratti di Catalano realizzati da maestri della fotografia come Marco Glaviano e Ferdinando Scianna, oltre alle copertine dei libri che ha curato per scrittori come Gaetano Savattieri, Leonardo Sciascia e Matteo Collura. Di grande interesse storico e affettivo anche le lettere indirizzate a figure chiave della cultura italiana quali Alfonso Gatto e Renato Guttuso. 

Cuore, acrilico su tela di Maurilio Catalano

Dopo trent’anni il ritorno allo Steri 

Un ritorno doveroso dopo un trentennio nella sede del rettorato. “La presenza di Maurilio Catalano – dice il rettore Massimo Midiri – si rinnova nel complesso monumentale dello Steri. Lo ricordiamo quando, nel 1994, l’Università accoglie una sua antologica che traccia la lunga esperienza di un artista sensibilmente legato al mare e, soprattutto, alla sua devota partecipazione all’humus palermitano. Tutto questo, attraverso il legame con quella società delle coste e, in particolare, con l’area sud di Romagnolo, esponendo così una poetica antropologica e una libera affezione verso il mondo del lavoro e della sua spiritualità certamente di vivace e singolare impatto”. 

Maurilio Catalano fotografato da Marco Glaviano

Il sindaco Lagalla: “Un artista che ha saputo guardare dentro Palermo” 

Un uomo, un artista che ha saputo raccontare la sua terra, come sottolinea il sindaco Roberto Lagalla: “Catalano ha saputo guardare dentro Palermo, con la lente dell’artista ma anche con quella dell’intellettuale ironico e disincantato, capace di denunciare senza retorica e di raccontare senza sconti. Ha vissuto la città non come semplice spettatore, ma come protagonista di una stagione culturale fervida e irripetibile, fatta di incontri, salotti, dibattiti, fermenti artistici”. Una Palermo che aveva in “Arte al borgo” la sua agorà. 

E come dice Michelangelo Gruttadauria (presidente del Sistema Museale Università degli Studi di Palermo) “ha segnato la città di una tra le più qualificate aree per le arti e, in particolare, delle arti incisorie. Tra l’altro, non va dimenticato, come essa fu elettivo spazio di raccolta di intellettuali, scrittori, critici d’arte, poeti, tra cui si annoverano, oltre la ventennale presenza in questa Galleria, posta in via Mazzini, di Leonardo Sciascia, di Nello Ponente, di Alfonso Gatto, di Natale Tedesco, Antonino Buttitta, Giuseppe Quatriglio, Stefano Vilardo, Vittorio Frosini, Francesco Giunta, Vanni Scheiwiller, e tanti altri”. 

L’eredità di un’arte che non può essere imitata 

Un’eredità, quella lasciata dal maestro Catalano, indelebile ed eterna. “Maurilio Catalano – osserva Ignazio Buttitta, presidente della Fondazione Buttitta – non si è mai limitato a imitare e riprodurre ciò che osservava, ma lo ha intimamente e costantemente idealizzato rileggendo la realtà attraverso la propria peculiare visione interiore, visione densa di immaginazione e sentimento, di umanità e di sconfinato amore per la vita e per la sua terra. A Maurilio Catalano dobbiamo, infatti, tra le altre cose, ha scritto mio padre Antonino, ‘la memoria della Sicilia che amiamo e che, per merito della straordinaria attitudine a ricrearla, siamo certi permarrà nell’immaginario delle generazioni che ci seguiranno’”. 

Ignazio Buttitta, Renato Guttuso e Maurilio Catalano (Arte al Borgo, 1970)

L’identità e la produzione artistica di Catalano sono legate da un vincolo inscindibile, dove l’atto creativo è un riflesso diretto della sua esistenza. La sua opera, intrisa di elementi naturali e marini, non fa che confermare questa simbiosi, come sottolinea Aldo Gerbino: “Un approccio che ha le sue precise ragioni in quanto l’artista palermitano è figura la cui sostanza vitale coincide perfettamente col suo registro d’espressione: la sua stessa esistenza ha custodito sempre, com’ero solito dirgli in momenti leggeri, una ‘fragranza salmastra’: egli parla e scrive con parole e segni e colori e modella ciò che trova nel, e sul mare (trovare sembra essere il suo verbo preferito, dove convivono sia l’occasionalità dell’incontro con qualcosa o qualcuno, sia un ‘trovare’ filtrato, processato dalla mente); da ciò il suo appropriarsi con quanto entri in contatto e che sia congeniale alla sua natura biologica, mentale, ai suoi sogni di nuotatore tra le acque, viaggiatore per onde e scogli”. 

Orari della mostra 

L’intera mostra sarà documentata in una pubblicazione – che verrà omaggiata ai visitatori ed estimatori nel corso dell’inaugurazione – e che racconta, in circa 200 pagine, la storia, la memoria artistica e culturale di Maurilio Catalano. All’interno, anche le celebri presentazioni di Alfonso Gatto e Leonardo Sciascia, entrambi frequentatori di Arte al Borgo, estimatori di Catalano ma soprattutto suoi grandi amici. La mostra sarà visitabile – dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.30, il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 17 – fino al 17 novembre. Ingresso libero.