Il mercato, con il suo arrivo a forti resistenze, pone una questione non rimandabile legata all’esposizione al rischio. Vediamo qual è e come affrontrla.

Di Fabio Pioli, trader professionista, ideatore di Miraclapp, la più grande piattaforma del reddito extra

 

volumi-analisi-tecnicaLa scorsa settimana, nell’articolo “FTSEMib: cosa si vede all’orizzonte” si era sottolineato come, da questa fase di incertezza, che apriva gli orizzonti ad entrambe le direzioni (di salita e di discesa) si uscisse monitorando i livelli.

In particolare si è detto:”Ora il livello significativo non è più quello ma è 42.500 punti: rotto eventualmente tale riferimento, i prezzi sono previsti almeno a 43.200 punti tuttavia potrebbero anche cercare di superare i massimi di periodo”.

 

E infatti, avendo il mercato italiano, tramite il suo indice di riferimento, rotto i 42.500 punti il giorno 27 ottobre, i 43.200 punti (in verità 43.185, che sono una sufficiente approssimazione del target di 43.200) sono stati raggiunti pochi giorni dopo (Figura 1).

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Fig 1. Future Ftse Mib – Grafico giornaliero

 

La domanda che tutti si faranno è: “è riuscita Miraclapp ad intercettare tale direzionalità?”.

La risposta è sì il titolo più sicuro per procurare un guadagno è stato Banca Generali, che ha segnalato la sua volontà di salire e prodotto un facile (probabilità >70%) guadagno.

Anch’esso monetizzato e fuori da ogni rischio.

 

Ma ora?

Ora rimane la resistenza a 43.200 punti e una successiva a 43.350 che rappresenteranno un osso duro rispetto alla prosecuzione della salita (ricordiamo che i massimi quasi storici ossia risalenti al 2007 sono ad un passo (43.900) e quindi rappresentano una forte resistenza) e rimane il grande laterale dei prezzi (Figura 2).

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Fig 2. Future Ftse Mib – Grafico giornaliero

 

E qui, inavvertiti, sorgono i più grossi rischi possibili per il piccolo risparmiatore, da cui il titolo del presente articolo: il piccolo risparmiatore non crede più all’instabilità.

Questo lo farà deviare da quello che più brama ossia maggiore stabilità e minore esposizione al rischio, volatilità sotto controllo, investimenti più sicuri e gestione dei suoi soldi distaccata dagli eventi futuri.

 

Come? Attraverso il pensiero che sono sicuro rimbomba nella testa di alcuni: “i titoli sono solidi, forniscono buoni dividendi, nella peggiore delle ipotesi li terrò in portafoglio”.

Questo è il più grosso rischio perché esporrà a un rischio di discesa dei prezzi che bloccherà i soldi sui vari titoli, sui fondi o nelle gestioni patrimoniali per anni (senza controllo, senza possibilità di muoverli, senza disponibilità liquide per prendere opportunità, con dividendi che compenseranno una misera frazione delle perdite in conto capitale.

E ciò vale non solo per le azioni ma anche e soprattutto per i titoli di Stato (leggi BTP).

Non essendo più avvezzi a questi scenari, proprio questo sarà il rischio da evitare tramite un’attenta gestione di quello che si fa.

 

La titolarità dell’analisi che qui riportiamo è dell’autore della stessa, e l’editore – che ospita questo commento – non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà. L’autore comunica che la presente esposizione presenta informazioni che potrebbero potenzialmente suggerire implicitamente o esplicitamente una strategia di investimento riguardante uno o più strumenti finanziari e pareri sul valore o il prezzo attuale o futuro di tali strumenti ed è da intendersi come una comunicazione di marketing. In quanto tale non rappresenta una ricerca preparata conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza di una ricerca in materia di investimento e non è soggetta a nessun divieto che proibisca le negoziazioni da parte degli analisti e dei soggetti rilevanti prima della diffusione della ricerca in materia di investimenti