Il nuovo coach ha voluto portare delle modifiche sostanziali rispetto alla gestione di Warren Gatland, ma prima di tutto era necessario sportarsi da un luogo stregato

Galles: l’era di Steve Tandy inizia con un cambio di spogliatoio
Il nuovo corso del Galles firmato Steve Tandy parte da un luogo simbolico ma tutt’altro che banale: lo spogliatoio. In vista dell’esordio ufficiale contro l’Argentina a Cardiff, domenica 9 novembre, il neo CT ha deciso di invertire la disposizione delle squadre all’interno del Principality Stadium, spostando i Dragoni nel settore solitamente riservato agli ospiti. Una scelta che la federazione gallese ha confermato non solo per la partita di questa settimana, ma come orientamento per il futuro prossimo.
La decisione va oltre la scaramanzia e riflette la volontà di Tandy di inaugurare una fase completamente nuova per il Galles, rompendo con alcune abitudini radicate nell’era Gatland. Il tecnico, arrivato in estate, ha introdotto diversi cambiamenti nell’impronta quotidiana del gruppo: nuovi orari e una nuova programmazione degli allenamenti, una diversa gestione degli spazi comuni e una riorganizzazione del lavoro tra Vale Hotel e centro d’allenamento nazionale, rendendo quest’ultimo il vero cuore operativo della squadra.
Un approccio che ha già ricevuto l’apprezzamento dell’ex mediano di apertura della nazionale, Dan Biggar, che sulle pagine del Daily Mail ha sottolineato come queste innovazioni rappresentino “piccoli dettagli che però, nello sport professionistico, fanno la differenza”. Per Biggar, l’intervento di Tandy sancisce chiaramente l’inizio di un nuovo ciclo: “Con questi cambiamenti, Steve ha detto alla squadra: ‘È una nuova partenza’. Ed è esattamente ciò di cui avevamo bisogno”.
Leggi anche: Australia: i Wallabies recuperano due giocatori per la sfida contro l’Italia
La maledizione dello spogliatoio sud
Il ritorno al vecchio spogliatoio “nord”, quello utilizzato fino al 2008, prima del primo mandato Gatland, non è solo una curiosità architettonica. Da tempo al Principality Stadium circola la fama di “malasorte” legata all’area sud. In 11 finali di FA Cup e altre importanti competizioni calcistiche inglesi giocate a Cardiff mentre Wembley era in ricostruzione, tutte furono vinte da squadre che si cambiavano nello spogliatoio “nord”.
La serie terminò nel maggio 2002, quando lo Stoke City, che si preparò nel “sud”, batté il Brentford 2-0 negli spareggi della Second Division. Prima di quella partita, i dirigenti gallesi avevano ingaggiato l’esperto di feng shui Paul Darby per cercare di correggere l’“energia negativa” all’interno dello spogliatoio “sud”. L’artista gallese Andrew Vicari fu incaricato di dipingere un murales alto più di due metri sul muro, raffigurante una fenice, un cavallo al galoppo e un sole splendente.
Lo spogliatoio “sud” è quello dove il Galles si è preparato nelle ultime stagioni, caratterizzate da risultati deludenti e turbolenze fuori dal campo. L’ultima vittoria interna in un test match ufficiale risale infatti a novembre 2022.
Al netto delle questioni di superstizione, Tandy eredita una nazionale in cerca di riscatto, reduce da un periodo complesso sia sportivamente che a livello gestionale, con il dibattito ancora aperto sulla possibile riduzione delle franchigie professionistiche. Il cambio di spogliatoio, allora, diventa il primo mattone per ricostruire un’identità e, chissà, invertire una tendenza negativa.
onrugby.it © riproduzione riservata
Cari Lettori,
OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul
mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.
Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.