Ospite di Mara VenierDomenica In, Nino D’Angelo si è raccontato con emozione e sincerità insieme al figlio Tony, protagonista del documentario che ripercorre la vita e la carriera del cantante, “18 giorni”, presentato alla Festa del cinema di Venezia. 


D’Angelo era arrivato in studio per le prove con un occhio nero facendo preoccupare la conduttrice, poi ha spiegato in diretta cosa è successo: «Mio nipote vuole fare sempre il karate, però mentre io faccio attenzione, lui va diretto e avevo tutto l’occhio nero», scherza il cantante. Dall’amore eterno con la moglie Annamaria al doloroso addio a Napoli, l’artista ha condiviso alcuni dei momenti più intensi della sua vita.





L’amore con Annamaria

«Quando mi sono innamorato di Annamaria è stato un giorno indimenticabile», ha raccontato Nino D’Angelo. «Inizialmente ho conosciuto il papà, ero uno scugnizzo di strada e lui mi ha portato a casa sua perché era un autore. Era solito prendere questi ragazzini di strada e aiutarli. Mi ha visto a una festa di piazza, mi ha offerto una sigaretta – a 13 anni già fumavo, ma oggi ho smesso – e mi ha portato a casa.

Annamaria, che ha sei anni in meno di me, mi portò il caffè e io, quando l’ho vista, ho pensato: “La devo sposare, me la devo crescere”».

Da lì è nato un amore destinato a durare: «Aveva 13 anni quando le chiesi un bacio e lei mi diede una pizza. Poi si è calmata e ci siamo fidanzati in segreto, finché non è rimasta incinta. Ci siamo sposati quando aveva 16 anni e Tony era in grembo». Oggi sono insieme da 47 anni: «Litighiamo tutti i giorni e facciamo pace tutti i giorni. Se non sei geloso, non c’è amore», ha detto sorridendo il cantante.



L’addio a Napoli

Uno dei momenti più difficili del suo percorso resta la partenza da Napoli: «Allora la camorra mi fece andare via. Mi spararono nei vetri di casa, volevano i soldi. Abbiamo avuto paura e siamo dovuti scappare a Roma», ha raccontato l’artista. «Non me ne sono andato perché volevo, ma perché mi ci hanno costretto». Il figlio Tony ha ricordato quel periodo con commozione: «Avevo cinque anni, per papà fu l’inizio della solitudine». Oggi Nino D’Angelo guarda avanti, ma ammette: «Napoli sta cambiando, però quel dolore non si dimentica».




Ultimo aggiornamento: domenica 9 novembre 2025, 18:30





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