Da allora il successo lo travolge. «Tutto bellissimo, giusto? Certo, io qualche domanda me la facevo, ma tutti mi dicevano: “Devi battere il ferro finché è caldo”. E allora nuovo singolo, intervista, radio, secondo album, hit estiva. Tu vorresti fermarti per capire chi sei, cosa sei diventato dopo tutto quello che ti è successo, ma non puoi e quindi corri, corri perché hai paura che tutto possa finire e così sono scoppiato, tutto è finito».
È iniziato allora uno dei periodi più difficili della sua vita: «La morte di mio padre, la depressione, gli attacchi di panico, tutto finito ed io lo sconfitto. Poi la risalita lentissima difficilissima, fatta di tempo, di cure, di amore e nel mio caso di musica».
Ma Lorenzo Fragola, lungo quella strada impervia, ha imparato tanto: «Primo, la vittoria ha molti padri, ma la sconfitta è orfana e spesso la colpa ricade sulle spalle di chi è più fragile. Due, non importa fare un viaggio bellissimo se nel farlo sei da solo e non sai in che direzione vuoi andare. Terzo, devi accettare dove ti porta la corrente. È inutile tentare di frenarla, ma puoi imparare a lasciare che le cose semplicemente scorrano. Quattro, la più importante, non è finita finché non è finita e non è finita finché hai ancora un goccio di benzina e soprattutto hai chiaro il vero obiettivo, goderti il viaggio». Ed è così che oggi Lorenzo Fragola è «più vivo che mai e da grande voglio fare il cantante».