Sofia Coppola ricorda con leggerezza il suo ruolo ne Il Padrino – Parte III. La regista ha ammesso che, quando ha iniziato la sua carriera, era conosciuta soprattutto per aver ‘rovinato’ il film diretto da suo padre Francis Ford Coppola.
Sofia Coppola afferma che quando ha iniziato la sua carriera nell’industria cinematografica, era principalmente riconosciuta come “l’attrice dilettante che da sola ha rovinato Il Padrino“. La regista, figlia del leggendario Francis Ford Coppola, è apparsa in tutti e i film della trilogia del Il Padrino. Nel primo film, datato 1972, è una neonata appena battezzata. Ne Il Padrino – Parte II (1974) è una giovane immigrata su una nave e nella Parte III presta il volto a Mary Corleone, con un’interpretazione che, all’epoca, fu ampiamente criticata.
Mercoledì 13 novembre, Sofia ha partecipato all’evento in suo onore nell’ambito della 16esima edizione dell’evento annuale di beneficenza cinematografica del Museum of Modern Art, presentato da Chanel. L’evento ha raccolto fondi per garantire che grandi opere cinematografiche continuino a far parte della collezione del museo.
Sono molte le celebrità che hanno partecipato alla serata e reso omaggio a Coppola: a Elle Fanning (protagonista di Somewhere e L’inganno), Bill Murray (Lost in Translation, On the Rocks) e Josh Hartnett (Il giardino delle vergini suicide), si sono uniti Jason Schwartzman (Marie Antoinette), lo sceneggiatore e produttore Roman Coppola e il curatore capo del dipartimento cinematografico del MoMA, Rajendra Roy. Durante la celebrazione sono stati trasmessi anche gli auguri preregistrati di Kirsten Dunst e di Francis Ford Coppola. Presenti anche lo stilista Marc Jacobs, protagonista del prossimo documentario di Coppola, Marc by Sofia, e le attrici Rose Byrne e Lupita Nyong’o.
Nel ricevere il premio, la regista ha scherzato ricordando gli esordi.
Quando ho iniziato avevo vent’anni ed erano gli anni Novanta a Los Angeles, dove ero conosciuta come la figlia di (questo era prima che i Nepo-babies diventassero così affascinanti e la maggior parte di loro finisse in riabilitazione) e per tutti ero l’attrice dilettante che da sola ha rovinato Il Padrino.
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“La maggior parte delle persone non pensava che avessi qualcosa di importante da dire – ha continuato l’autrice – ma ne ho trovate alcune che invece sì”. Quindi ha ringraziato il suo agente e le altre persone che hanno aiutato la sua carriera a spiccare il volo. Tra queste c’è l’attrice Anjelica Huston, “che mi disse, quando avevo 20 anni: ‘Non tutti ti ameranno. Non perdere tempo con le persone a cui non piaci’.”
Il Padrino – Parte III: perché la Mary Corleone di Sofia Coppola fu stroncata?
I film de Il Padrino sono tutti diretti da Francis Ford Coppola e hanno vinto una lunghissima lista di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Oscar per il Miglior Film, conquistato dal primo e dal secondo capitolo. Tutti i figli del regista hanno seguito le sue orme coltivando carriere nel cinema. Gli esordi di Sofia Coppola come attrice saranno stati claudicanti, ma oggi è una regista stimata e pluripremiata: ha vinto un Oscar, due Golden Globe, un Leone d’oro e un premio al Festival di Cannes.
All’epoca de Il Padrino – Parte III, Sofia Coppola aveva 19 anni e non era un’attrice professionista. Era stata scelta come Mary Corleone all’ultimo momento per sostituire Winona Ryder, che aveva abbandonato il set per motivi di salute. L’urgenza ha chiaramente ridotto il tempo per prepararsi adeguatamente al ruolo. I critici e il pubblico puntarono il dito contro l’interpretazione ‘poco espressiva’ e ‘monocorde’ di Sofia, che contrastava con le performance di mostri sacri come Al Pacino, Andy García e Diane Keaton.
Il Padrino: Trailer Ufficiale 50° anniversario – HD
Mary non era un personaggio marginale e un ruolo così esposto rendeva ancora più evidenti i limiti della giovane Sofia. Nel 2020, la regista di Lost in Translation ha confidato al New York Times che “è stato imbarazzante essere stata messa alla berlina in quel modo”, ma non ha lasciato che quegli aspri giudizi influenzassero il suo percorso.
Non era il mio sogno diventare un’attrice, quindi non mi sono sentita sopraffatta. Avevo altri interessi. Non mi ha distrutta. Mi ha insegnato che, come persona creativa, devi metterti in gioco. Ti tempra. So che è un luogo comune, ma può renderti più forte.