I Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie, un’agenzia dell’Unione Africana, hanno confermato che in Etiopia ci sono stati nuovi casi del virus di Marburg, un virus della famiglia dei filoviridae, la stessa di ebola. È molto contagioso e causa febbre alta, diarrea, nausea, vomito: i primi sintomi sono solitamente febbre improvvisa, forte mal di testa e dolori al petto. Anche il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus (lui stesso etiope) ha confermato che nel sud del paese ci sono stati almeno nove casi.
Secondo l’OMS, nelle precedenti epidemie il virus di Marburg ha avuto un tasso di letalità molto alto, causando la morte tra il 24 e l’88 per cento delle persone contagiate. Il virus viene inizialmente trasmesso agli esseri umani dalle cosiddette volpi volanti (sono pipistrelli), ma il contagio può avvenire anche tra le persone, e al momento non esiste un vaccino.
A gennaio c’era stata un’epidemia di Marburg in Tanzania, in cui erano morte 10 persone prima che fosse bloccata a marzo. Lo scorso dicembre, in Ruanda, erano invece morte 15 persone. Nel 2023 sono iniziati dei test su un vaccino sperimentale, che però sono ancora in corso.