Qualche riga di testo bianco alla fine del film e un messaggio inequivocabile: “Quest’opera non può essere usata per addestrare intelligenze artificiali”. È così che si chiudono i titoli di coda “Troppo cattivi 2”, l’ultimo film d’animazione di DreamWorks in uscita negli Stati Uniti il 1° agosto.

Un avvertimento legale esplicito rivolto a chiunque intenda utilizzare il materiale del film per addestrare modelli di intelligenza artificiale. E non si tratta di una semplice clausola di copyright. Il riferimento diretto all’articolo 4(3) della Direttiva (UE) 2019/790, che disciplina l’estrazione di testo e dati (text and data mining), segnala una chiara volontà di posizionamento giuridico internazionale.

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La scoperta è stata condivisa online dal giornalista di cinema Rendy Jones che ha fotografato il messaggio comparso nei titoli di coda.

L’immagine ha naturalmente fatto il giro della rete, raccogliendo reazioni entusiaste da parte di artisti e appassionati, poiché in un’epoca in cui l’IA è sempre più usata per imitare lo stile visivo di interi film o artisti, questa presa di posizione viene vista come una difesa del lavoro creativo umano.

DreamWorks non è la prima realtà a esprimere preoccupazioni per l’utilizzo improprio delle proprie opere, ma è tra le prime a farlo direttamente sul grande schermo, davanti al proprio pubblico.

Reazione opposta a quella di IMAX, che naturalmente ha ben altre finalità commerciali, dato che farà da madrina al festival “AI Film Fest” promosso da Runway, che celebra produzioni realizzate interamente con strumenti di intelligenza artificiale.