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Ti senti sempre stanco al lavoro? Demotivato, come se il lunedì fosse in realtà un giorno della settimana in più che nessuno aveva richiesto? Non sei il solo: secondo alcuni ricercatori, stiamo vivendo una vera e propria epidemia di fatica professionale. Ma gli esperti hanno una soluzione semplice (non miracolosa, ma brillante): la regola del 42%.

Stanchezza e burnout: una realtà sempre più diffusa

Oggi tantissime persone si sentono spossate dal proprio impiego o prive di stimoli nella vita lavorativa. Per alcuni si tratta solo di una fase passeggera, magari una nuvola passeggera che si dissolve senza troppi danni. Ma per altri, questo disagio è più profondo e può nascondere il temuto esaurimento professionale, conosciuto anche con il termine inglese burnout.

Il problema non riguarda pochi sfortunati. Anzi, secondo un studio belga, il numero di lavoratori sull’orlo del burnout è cresciuto del 60% dalla pandemia di Covid del 2020. Un dato che non sorprende chi si ritrova a metà giornata con le batterie già scariche. E attenzione: sono soprattutto le donne a soffrirne, con una probabilità doppia rispetto agli uomini.

Quindi dobbiamo rassegnarci ad accumulare notti insonni e pause pranzo davanti al PC? No! Il burnout si può evitare, ma serve reagire subito e bene. Qui entra in scena la loro maestà… le sorelle Nagosaki.

La regola del 42%: il segreto delle sorelle Nagosaki

Amelia e Emily Nagosaki, una scienziata e l’altra direttrice d’orchestra (una squadra niente male!), hanno inventato quella che chiamano la regola del 42%. Non si tratta di una pozione magica o di un calcolo astruso, ma di un semplice promemoria: dobbiamo essere più consapevoli dei limiti personali che è bene imporre nella vita professionale se vogliamo sentirci più realizzati e – udite udite – più felici!

La regola è tanto facile quanto geniale: consiste nel dedicare il 42% del proprio tempo – ovvero 10 ore al giorno su 24 – al riposo fisico e mentale. Esatto, hai capito bene: dieci ore tra sonno, relax e recupero personale. Niente caccia al riposo perduto, solo una scelta pratica per limitare gli effetti dello stress esagerato.

Come funziona (davvero!) la regola del 42%

  • Ogni giorno, prenditi 10 ore per ricaricare mente e corpo: dormi, rilassati, fai ciò che ti permette di staccare realmente.
  • Le restanti 14 ore le puoi gestire tra lavoro, spostamenti, spesa, pulizie, preparazione dei pasti, igiene personale e – perché no – momenti di gioia o passioni.

Questa suddivisione offre un equilibrio tra le “cose obbligatorie” e quelle “appaganti”. Un po’ di matematica del benessere quotidiano, insomma. E niente paura: non serve essere direttori d’orchestra per dirigere la sinfonia della propria giornata!

Quando serve chiedere aiuto?

Lo dice la psicologa Magali Manzano: chiunque può essere colpito dal burnout, qualunque sia il mestiere o il settore. Ci sono fattori di rischio evidenti come:

  • sovraccarico di lavoro
  • pressione costante
  • assenza di senso nelle proprie mansioni
  • ricompense basse
  • isolamento
  • continue riorganizzazioni aziendali

Se, nonostante la regola del 42%, il senso di malessere persiste, non c’è niente di male a chiedere aiuto: consulta il tuo medico o la medicina del lavoro. Non c’è orgoglio che tenga di fronte al proprio benessere.

La regola del 42% non promette miracoli, ma può essere il primo passo verso una vita professionale più sana e serena. Sarà forse il momento di regalare una calcolatrice anche al tuo capo?

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