TRENTO. Le infezioni sessualmente trasmissibili corrono più veloci dell’informazione. E’ la drammatica constatazione che si sta registrando anche in Trentino. Negli ultimi anni è stato registrato un aumento importante di alcune malattie. Stiamo parlando della Clamidia che in un paio di anni è passata da 36 a 118 casi diagnosticati, ma anche di sifilide e gonorrea.

 

A confermarcelo è il dottor Riccardo Balestri, responsabile del Centro per la salute sessuale – ambulatorio Ist (Infezioni Sessualmente Trasmesse) 

 

Scarsa educazione sessuale, calo dell’uso del preservativo, le app di incontri sempre più diffuse e una percezione del rischio che si è notevolmente abbassata sono elementi che hanno portato, purtroppo, ad un aumento di problematiche. E tutto questo in un momento in cui nelle aule  scolastiche si sta facendo troppo poco per prevenire queste infezioni. 

 

Dottor Balestri, com’è la situazione in Trentino per quanto riguarda la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili?
I dati e le tendenze che abbiamo in Trentino sono abbastanza chiari. Per quanto concerne la Clamidia, siamo passati da 36 casi registrati nel 2022, 75 casi nel 2023 fino ai 118 del 2024. Per la Gonorrea, invece, nel 2022 avevamo 37 casi e siamo arrivati ad averne 85 nel 2023 e 90 nel 2024. La terza malattia sessualmente trasmissibile è la Sifilide, per la quale abbiamo registrato nel 2022 24 casi, 47 nel 2023 e in calo a 35 casi nel 2024. La Clamidia può diventare anche un problema grosso per quanto riguarda la fertilità.
Per quanto riguarda l’Hiv, noi come laboratorio effettuiamo i test ma le persone sono poi seguite dal reparto delle malattie infettive, con il quale comunque siamo in stretta collaborazione.

 

Considerando queste tre malattie sessualmente trasmissibili, Gonorrea, Clamidia e Sifilide, quali sono le fasce d’età che registrate?
Diciamo che normalmente le persone che vengono al nostro servizio, se parliamo di eterosessuali, sono mediamente in una fascia entro i 25 anni; per quanto riguarda i maschi che fanno sesso con i maschi (MSM) si arriva ai 30–35 anni.

 

Come mai è stato registrato questo aumento delle malattie sessualmente trasmissibili?
Da un lato, negli ultimi anni c’è stato un aumento dei tamponi. Nel 2023 ne avevamo fatti 900 e siamo passati nel 2024 a ben 2300 soprattutto grazie allo sforzo profuso dal nostro personale infermieristico. Servono per individuare le varie malattie, eccetto Sifilide e Hiv. È evidente che andiamo a cercare l’infezione e l’attenzione è alta nei confronti di chi ha comportamenti a rischio. Più cerchi e più trovi.
D’altro canto, poi, possiamo dire che i giovani sono molto più sensibilizzati per l’Hpv ed è stata messa in campo una importante campagna vaccinale. Per quanto riguarda le altre infezioni, la conoscenza è poca e non ci sono programmi scolastici ad hoc, purtroppo.

 

C’è un problema di formazione e informazione a scuola?
Assolutamente sì. Se si fa informazione, questa viene recepita dai ragazzi e dalle ragazze. Ma purtroppo manca.
Dobbiamo anche sapere che la Clamidia, per esempio, nella donna è asintomatica nel 70% dei casi. La Gonorrea per il 50% dei casi spesso è poco sintomatica. Quindi è bene conoscere queste problematiche. Per questo a scuola bisognerebbe aumentare l’informazione.

 

L’uso del preservativo sta diminuendo, con un calo significativo rispetto al passato. Come mai?
Purtroppo non è mai stato di moda e in questo momento ancora meno. Una volta c’era il terrore dell’Hiv. Poi sono arrivate la Prep, le nuove terapie. Il terrore di una volta è un po’ scomparso. Le infezioni continuano però, anche se la percezione del rischio è molto diminuita e ci troviamo davanti a un’informazione inadeguata.
Anche l’arrivo della pillola ha fatto nascere l’idea che potesse esserci un concetto di compensazione del rischio. Chi usava il preservativo per uso anticoncezionale poi non lo ha più usato. Evoluzione nel corso degli anni che ha portato a una riduzione della percezione del rischio. L’unico modo per evitare la trasmissione delle malattie sessualmente trasmissibili  è il sesso protetto. Il preservativo deve essere quindi utilizzato.

 

Oggi i giovani si avvicinano molto prima al sesso anche per la presenza di sempre maggiori siti internet e per i social.
È vero, poi ci sono anche le app di incontro che in passato non erano presenti. È molto più facile il sesso mordi e fuggi. C’è un maggiore accesso alla pornografia e la percezione della sessualità è ben diversa rispetto al passato.
Molti esempi non sono educativi e purtroppo questo va a scontrarsi con una mancanza di educazione sessuale a scuola. Non possiamo poi dimenticare l’accesso alle nuove droghe per socializzare. Spesso sono mirate ad abbassare l’inibizione e rendere più facile l’approccio.

 

Chi viene nel suo ambulatorio lo fa spontaneamente nella maggioranza dei casi? Ci sono anche minorenni?
Sì, la maggior parte arriva spontaneamente. C’è poi chi arriva perché il partner ha trovato un’infezione oppure chi vuole iniziare una relazione stabile e viene a farsi gli esami. Accanto a questi ci sono le persone che vengono perché stanno seguendo una terapia. Ci sono anche minorenni che possiamo accogliere senza problemi. A partire dai 16 anni possono venire non accompagnati.

 

Cosa deve fare chi decide di sottoporsi a un controllo?
Al Centro per la salute sessuale – ambulatorio IST (Infezioni Sessualmente Trasmesse) è possibile prenotare un appuntamento chiamando il numero 0461 903582. Un accesso prioritario per le urgenze è sempre garantito, previo contatto telefonico