Alla sua sinistra c’era il sindaco Stefano Lo Russo: una pax tennistica? A destra, la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone. Qualche posto più in là il governatore e collega di partito, Forza Italia, Alberto Cirio. Così il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha vissuto la finalissima tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz tra le prime file dell’Inalpi Arena. Da cinque anni non ne perde una, lui che a Torino è di casa. E a fine partita ha parlato della linea dell’esecutivo sul possibile trasloco delle Nitto Atp Finals a Milano: «Il governo Meloni premia il merito. E Torino merita di ospitare le Nitto Atp Finals fino al 2030».

Ministro, nessun trasloco a Milano?

«Le attenzioni nei confronti di un evento così importante da parte di una città importante come Milano sono legittime. Ma è legittima anche l’aspirazione di Torino a trattenerle. Città e Regione qui hanno dimostrato le loro capacità di accogliere eventi sportivi di caratura internazionale e di saperli gestire in modo eccellente».

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A Torino l’evento è cresciuto anno dopo anno. A Milano non crescerebbe di più?

«Io sono della stessa linea espressa dal presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi domenica in conferenza stampa: noi dobbiamo sempre tenere conto dei risultati. Quello che conta nella vita e nello sport sono i risultati e quelli di Torino parlano chiaro».

Quali sono i risultati che contano di più?

«In cinque anni di Nitto Atp Finals torinesi è cresciuto in primis il movimento sportivo, col tennis diventato lo sport numero due in Italia. E poi è cresciuto l’impatto economico, arrivato a oltre 600 milioni con un extragettito fiscale di 93 milioni di euro: sette volte quello che il governo ha investito sull’evento. Sotto tutti questi aspetti, Torino va confermata come sede».

È per questo che il ministro Giorgetti, anche lui all’Inalpi Arena, ha detto «decide Binaghi»? Carta bianca a Fitp?

«Il governo certamente dirà la sua. E ha ben presente che quando si prendono decisioni come l’assegnazione di un evento si deve tenere conto del merito».

Matteo Renzi invita la premier Meloni a «smetterla di fare forzature», riferendosi sempre al possibile trasloco delle Finals da Torino: ha ragione?

«Credo che il presidente Meloni sarà come sempre sensibile a una valutazione sul merito dell’organizzazione».

Gli attriti tra il governo e il presidente della Federtennis Angelo Binaghi sono acqua passata?

«Direi di sì. E al presidente Binaghi faccio i complimenti: a volte sento dire che “è stato fortunato perché c’è Jannik Sinner”, ma per me sono cavolate. Sinner non si è mica formato da solo: la Fitp ha fatto un gran lavoro, negli anni, e il merito è anche suo».

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E gli attriti col sindaco Lo Russo? Dimenticati sull’altare dei grandi eventi?

«Alle Finals abbiamo parlato di sport e grandi eventi. E su questi temi la concordia istituzionale col presidente della Regione Alberto Cirio ha dimostrato la maturità di saper superare alcune divisioni di carattere politico».

Oltre ai grandi eventi?

«Su altri fronti serve imparare a lavorare meglio. Ma almeno sullo sport troviamo un terreno comune».

Ma lei gioca a tennis?

«Da ragazzo. Ho giocato molto di più a rugby».

Tennista preferito?

«Tra i campioni degli ultimi 10 anni continuo a scegliere Novak Djokovic, un vero highlander».

Oltre alla foto con Cirio e Lo Russo, ha scattato qualche selfie con i tanti vip a Torino per le Finals?

«Io no, mia moglie ha fatto un selfie con Ligabue».

Lei non si è aggiunto?

«Mi sono tenuto lontano, sa: sono più timido».