Ospite a “Small Talks” – podcast di fede bianconera – il carrarino si è raccontato in una lunga intervista e ha parlato di alcuni temi piuttosto interessanti
Foto di Brigitte Grassotti
Lorenzo Musetti è reduce da un ottimo 2025, culminato con la partecipazione alle ATP Finals e con il ranking ATP che lo vede chiudere la stagione al numero otto del mondo. Torino è certamente una città speciale per il tennista di Carrara, non soltanto per le soddisfazioni che ha trovato giocando all’Inalpi Arena ma anche per la fede calcistica che lo lega alla Juventus. E proprio in questi giorni Musetti ha avuto la possibilità di essere ospite del podcast ‘Small Talk‘ dello Juventus Creator Lab, oltre un’ora di intervista dove il carrarino ha spaziato su diversi temi – dal tennis alla musica passando ovviamente per il calcio – e di cui si riportano di seguito i passaggi più interessanti.
Sugli attacchi di panico: “In questa stagione sono salito sotto l’aspetto mentale e nell’atteggiamento in campo. Purtroppo a livello caratteriale mi accendo facilmente e questa cosa mi penalizza ancora. Durante il mio percorso di crescita ho affrontato anche attacchi di panico, mi sentivo come un coltello tra lo stomaco e lo sterno: mi giravo verso il mio box dicendo che non riuscivo nemmeno a respirare. Per fortuna, negli anni ho imparato a gestire le situazioni pre-gara e oggi sto molto meglio. Parlo spesso da solo e mi rivolgo diversi insulti, il mio team dice che è un tentativo di auto-sabotaggio”.
Sul difficile rapporto con i Social: “Capisco che non si può piacere a livello tennistico, umano, ma quando si sfocia in insulti non ne vedo tanto il senso, specialmente perché ricade sulla mia compagna. Per questo ho tolto i commenti delle persone che non seguo. Non voglio più ricevere quelle sensazioni in cui ricevo solo insulti, perché c’è tantissima gente che ci va giù pesante, a causa soprattutto delle scommesse e perché pensa che ti vendi le partite“.
Sul secondo figlio in arrivo: “Siamo al ridosso del parto: mi ha dato quel senso di maturità e responsabilità in più, il fatto di avere la mia compagna in procinto di partorire. Devo ringraziarla per capire sempre la mia vita e mettere me in prima luce anche in una situazione del genere”.
Su quale allenatore sceglierebbe se fosse un calciatore: “A livello di personalità sceglierei Mourinho perché si metterebbe a fare da scudo tra lui e quello che c’è in campo. Per la tecnica Spalletti. Forma fisica? Sicuramente Zeman. Infine per la tattica ti direi Allegri perché ti trasmette una certa sensibilità, lo vedo come stratega che analizza il suo avversario”