CIVITANOVA Call center per contratti di luce e gas nel mirino della Guardia di finanza, scoperta una presunta maxi frode fiscale da oltre 15 milioni. In tre sono stati denunciati alla Procura. Nel dettaglio, i militari della Compagnia di Civitanova hanno smascherato un sistema di fatture false e lavoratori impiegati da terzi per evadere imposte e contributi tra il 2019 e il 2023.

APPROFONDIMENTI

  

L’attività

Le Fiamme gialle, nell’ambito del costante monitoraggio delle imprese situate in provincia, hanno approfondito la posizione di una società, operante nel settore dei call center, connotata – sottolinea la stessa Finanza – «da rilevanti indici di pericolosità fiscale desunti dall’attività d’intelligence».

Un alert scattato grazie all’incrocio dei dati emersi dalla consultazione dei database operativi. In particolare, stando alla ricostruzione dei finanziari guidati dal capitano Francesco Magliocco, la società svolgeva l’attività di teleselling, consistente nella vendita diretta per telefono, svolta da operatori di call center che contattano potenziali clienti per proporre e concludere la vendita durante la chiamata. Dalle indagini effettuate e tramite una verifica fiscale riguardante le imposte dirette, indirette e degli altri tributi, relativa agli anni d’imposta dal 2019 al 2023, è emerso che la società, per evadere imposte, oneri contributivi ed assistenziali, si era avvalsa di lavoratori in realtà assunti direttamente da altre imprese. Nello specifico, il meccanismo fraudolento prevedeva che le società in cui i lavoratori risultavano regolarmente assunti emettessero fatture nei confronti della ditta sottoposta alle verifiche, per non meglio specificati servizi resi. Fatture che, sempre secondo le Fiamme gialle, riguardavano operazioni inesistenti e meramente funzionali al trasferimento di denaro necessario per il pagamento degli stipendi dei lavoratori. Quest’ultimi, nei colloqui con i clienti, dichiaravano di chiamare per conto della società finita sotto la lente dei finanziari, senza tuttavia rivestire all’interno della stessa alcuna carica formale. L’indagine ha portato a constatare una base imponibile complessivamente sottratta a tassazione per oltre 15,8 milioni di euro, con Iva dovuta per oltre 3,3 milioni di euro ed Iva non versata per circa 900 mila euro. Tre persone sono state denunciate alla Procura di Macerata per dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele ed emissione di fatture false. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e le persone finite sotto inchiesta potranno chiarire la loro posizione e dimostrare l’estraneità ai fatti contestati.

  L’impegno

L’attività svolta dalla Compagnia di Civitanova è l’ennesima conferma dell’impegno della Guardia di finanza «per tutelare la legalità economico-finanziaria, la corretta concorrenza tra imprese e gli interessi erariali dello Stato, contrastando ogni forma di evasione a garanzia della corretta concorrenza e della trasparenza del mercato».