L’ex numero 1 del mondo è diventato papà per la quinta volta e sembra essersi finalmente messo alle spalle il periodo più complicato di tutta la sua vita
Foto Ray Giubilo
Boris Becker non ha attraversato momenti facili negli ultimi anni e gli è servito anche il supporto della sua famiglia per uscirne indenne, in particolare l’amore di sua moglie Lilian de Carvalho Monteiro che non lo ha mai abbandonato. I due si sono incontrati per la prima volta a Londra tre anni fa, quando la leggenda tedesca stava affrontando un periodo difficilissimo a causa dei suoi guai giudiziari (che lo avrebbero portato ad una condanna di due anni e mezzo di prigione per bancarotta fraudolenta). Lei ha 35 anni, è nata a Roma, lavora come analista del rischio politico e ha avuto un ruolo cruciale per la ‘rinascita’ di Boris (come ha ammesso lui stesso). La coppia – che si è sposata a Portofino poco più di un anno fa – ha appena dato alla luce il primo figlio insieme. La piccola Zoe Vittoria Becker è nata infatti a Milano venerdì 21 novembre ed è stato proprio il 58enne tedesco ad annunciarlo tramite un post su Instagram.
Nel corso di una lunga intervista al ‘Guardian‘, l’ex numero 1 del mondo ha ricordato il durissimo periodo trascorso in prigione: “Spesso non riesci a dormire a causa di ciò che accade intorno a te. In prigione le persone si suicidano, compiono atti di autolesionismo e impazziscono. Non lo capisci fino in fondo fino a quando non entri lì dentro e i tuoi avvocati non ti dicono nulla al riguardo, forse per non spaventarti. La prigione di Wandsworth è probabilmente una delle più dure dell’intero Regno Unito, quindi essere recluso lì non è stata una passeggiata. Chiunque dica che la vita in prigione è facile, mente spudoratamente.”
Becker ha parlato anche della rivalità tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz che sta monopolizzando il circuito maschile: “Sono tutti stupiti dal fatto che abbiano un ottimo rapporto fuori dal campo. È un po’ insolito per quelli della mia generazione, anche perché non avevamo i social. In questo modo ultra competitivo, apprezzo molto il comportamento di Jannik e Carlos. Parlo spesso con loro, dato che non hanno problemi a confrontarsi con gli ex campioni di questo sport.”