Lo chalet a Courmayeur che reinterpreta l’eleganza alpina in chiave contemporanea.
Solo osservando la prima immagine – quella di copertina – ci sembrerà quasi di respirare il profumo dei larici e degli abeti, di percepire il silenzio ovattato dei boschi di Courmayeur e il lento ritmo delle stagioni che scandiscono la vita di questo chalet. Uno chalet in cui ogni dettaglio racconta una storia: le travi antiche che dialogano con il design contemporaneo, le grandi vetrate che incorniciano il paesaggio e gli arredi su misura che trasformano lo spazio in un rifugio intimo e accogliente. «Volevamo un luogo che parlasse di noi», racconta la coppia italo‑inglese che ha fatto di questa baita la propria casa. Basta un primo sguardo per capire come la tradizione alpina si intreccia armoniosamente con tocchi moderni, materiali naturali e una luce studiata per valorizzare ogni angolo. Alla regia, è lo studio guidato dall’architetto Giorgia Longoni, che ha saputo rispettare la struttura originaria dello chalet, reinterpretandola con sensibilità contemporanea e restituendo spazi aperti, fluidi e pensati per la vita quotidiana della famiglia. Le travi antiche, i pavimenti in legno naturale e le grandi vetrate non sono soltanto materiali: sono testimoni di una quotidianità che scorre lenta. Qui, la vita di tutti i giorni si mescola al design, e ogni stanza racconta una storia e una scelta di stile.

In soggiorno, il parquet piallato a mano racconta il lavoro degli artigiani del territorio. In primo piano: coffee table in travertino e le poltrone vintage dialogano con il divano a L in caldo bianco, disegnato dallo studio Giorgia Longoni Studio con Maria Flavia Augenti e rivestito in tessuto Torri Lana.Foto di Matteo Larghi.
Cuore pulsante: convivialità e materia
Al piano terra lo spazio si apre in un doppio living, dominato da un camino centrale su misura — dipinto in collaborazione con l’artista Federica Lazzati — che sembra accogliere e avvolgere chi entra, trasformando l’ambiente in un vero e proprio cuore pulsante della casa. «Qui il calore è il centro della vita», racconta l’architetto, e non è un caso che al suo interno sia stato ricavato un piccolo bar: discreto, elegante, ma perfettamente coerente con l’idea di una casa pensata per l’ospitalità e la convivialità.