di Luciano Ferraro

«Ho ispirato il personaggio della contessina che recupera una vecchia vigna Ora sono vignaiola in Friuli con mia figlia Aloisa e Pierpaolo Sirch»

«La contessina del film “Cinque secondi»” di Paolo Virzì sono io». Augusta Bargilli, toscana di nascita e produttrice di vino sui Colli Orientali del Friuli, ha ispirato la figura di Matilde, la ragazza che con tenacia fa rinascere una vecchia vigna con un gruppo di amici su un terreno incolto, mentre è incinta. Augusta ha avuto vite diverse: nel 1997 era sul palco di Miss Italia come Miss Eleganza Toscana (nella stessa edizione c’erano un’altra concorrente diventata vignaiola, Elisa Dilavanzo, ora sui Colli Euganei, e Mara Carfagna, ora deputata di Noi moderati). Poi si è dedicata al teatro e al cinema. Dal 2019 produce Ribolla gialla, Friulano, Malvasia, Chardonnay, Refosco dal peduncolo rosso e Merlot e si è trasferita a Prepotto, in provincia di Udine, assieme al suo compagno, Pierpaolo Sirch, fondatore con Marco Simonit della Scuola di potatura della vite.

Valerio Mastrandrea e Galatéa Bellugi

Il protagonista di «Cinque secondi» è l’avvocato Adriano (Valerio Mastrandrea) che si isola nella campagna toscana dopo una tragedia famigliare. Fino a quando la vita da eremita viene interrotta dall’arrivo di Matilde (Galatéa Bellugi) e dei suoi amici. Si mettono al lavoro con allegria e tecnica («Non siamo scappati di casa – di Matilde nel film – siamo agronomi, biologi, enologi che hanno studiato e girato il mondo»), occupano una casa abbandonata che presto diventa possibile preda di speculatori, cantano, ballano, pigiano l’uva con i piedi e alla fine riescono a imbottigliare il vino. Mentre l’avvocato esce dal suo isolamento per aiutare Matilda a partorire.
«Conoscono Virzì da molti anni – racconta Augusta Bargilli – si è innamorato del mio progetto di esilio felice e del mio Chardonnay. Da lì è nata la voglia di un film con il vino al centro. Erano anni in Italia che non si girava una storia sul vino».



















































I ragazzi al lavoro nel film Cinque secondi

La storia di Augusta ricalca quella di «Cinque secondi». «La mia famiglia aveva acquistato una tenuta a Collemezzano, in provincia di Livorno. Una delle mie sorelle ci abita ancora. La tenuta è passata di mano ed ora è all’asta per alcuni milioni di euro, proprio come nel film. Sognavo di poter riscattare quella casa, ridarle vita come si fa con una vigna antica. È un sogno che ancora porto con me, e che forse un giorno si compirà».
Come Matilde, anche Augusta viene da una famiglia nobile. «A 25 anni – racconta – ero in attesa di mia figlia. Avevo scelto di portare avanti quella gravidanza da sola, di affrontare la maternità come un atto di libertà e di fede, e in quell’attesa è iniziato il mio ritorno alla terra. Sono tornata dove sono nata, ho sentito che la terra poteva diventare la mia salvezza. Aloisa è nata nel 2002».
 

Aloisa sul set

Nella tenuta i vigneti di Trebbiano e Sangiovese sono stati espiantati. Ora c’è un uliveto. Augusta ha aiutato gli sceneggiatori per la parte vitivinicola e non solo. «Virzì ha messo al centro nel film le vecchie vigne, ispirandosi al fatto che io produco da questo tipo di piante. La scena in cui Valeria Bruni Tedeschi si passa sul viso la feccia rossa del vino viene da una mia foto con quel gesto. Anche l’accensione dei fuochi tra le vigne per contrastare le gelate primaverili è stata suggerita da una mia pratica. Molti altri dettagli vengono dalla mia vita e al percorso che ho fatto attraverso il vino».

Anche la figlia Aloisa recita nel film, è una delle amiche di Matilde. «È stato commovente vederla in questa esperienza legata anche alla nostra storia – dice Augusta – quando è nata, così giovane anch’io, abbiamo imparato a crescere insieme. Lei oggi studia economia, ama il cinema e il teatro, come me. Attraverso i suoi occhi sento che la nostra storia sta trovando una continuità, una forma di pace». In «Cinque secondi, secondo la produttrice dei Colli Orientali, «ci sono i valori per cui combatto e che cerco di raccontare attraverso i miei vini: il legame con la terra, con le vigne vecchie, la resilienza, la cura, la rinascita».

24 novembre 2025 ( modifica il 24 novembre 2025 | 12:02)