Simona Ventura: voto Simo, no ti prego. Simona Ventura ha sempre avuto dei modi di dire reiterati, delle espressioni formulari che l’hanno resa famosa. “A chi tocca nun se ‘ngrugna, chi è?” oppure “Quanto manca?” o, ancora, il famosissimo “Crederci sempre, arrendersi mai” sono entrati nel linguaggio di molte persone. Il motivo era chiaro: era tutto frutto di una tv d’altri tempi. Una tv spontanea. Ed è proprio qui che tutto diventa grottesco: non c’è più nulla di spontaneo. Simona Ventura al Grande Fratello legge. Legge qualsiasi cosa. E lo fa anche in maniera maldestra e così evidente da rendere ogni frase del tutto posticcia al sentire del pubblico. “Pollacci che, lo dico per gli animalisti, non è un brutto modo di dire ma il cognome del nostro regista”: non fa ridere. “Rasha, parliamo della tua storia dal sapor mediorientale con Omer”: non fa ridere. Di nuovo. Il personaggio di SuperSimo funzionava in passato perché era spontaneamente sopra le righe. Simona Ventura è sempre stata una grande professionista della tv, una professionista preparata e carismatica. E, impossibile nasconderlo, con il suo stile di conduzione ha rivoluzionato il modo di fare intrattenimento nel panorama televisivo italiano. Oggi, sarà forse per i risultati decisamente poco incoraggianti del Gf, questa spinta rivoluzionaria è andata a farsi benedire. E dispiace parecchio. Perché SuperSimo è molto più di quello che sta mostrando conducendo il reality show di Canale 5.