L’unica opzione per cambiare un articolo del regolamento tecnico della MotoGP senza i normali tempi previsti dalle norme è fare ricorso alla sicurezza: la FIM ha discusso una importante variazione dopo il test di Valencia che anticpa la stagione 2026. Si tratta di una modifica che, prima di entrare in vigore, dovrà essere ratificata dalla MSMA (Motorcycle Sports Manufacturers Association) con un voto all’unanimità.
Di cosa stiamo parlando? Di una proposta che, di fatto, abrogherebbe dalla prima gara del calendario 2026 l’esistenza delle ali apparse a lati della sella e che qualcuno ha soprannominato seat winglet. Si tratta di un’innovativa soluzione aerodinamica che è stata introdotta per prima sull’Aprilia RS-GP e che poi è stata ripresa anche dalla Honda.
Luca Marini, Honda HRC, con la seat winglet
Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images
A giudicare dall’enorme salto di qualità che è riuscito a concretizzare Marco Bezzecchi, viene da chiedersi se all’irresistibile ascesa del riminese corrisponda anche un lavoro aerodinamico che rende più stabile la moto di Noale, nata con la caratteristica di essere molto nervosa in certe situazioni.
Motorsport.com è venuto a conoscenza della proposta che arriva un po’ a sorpresa e senza alcuna discussione, diventando un vero fulmine a ciel sereno che scatenerà inevitabili reazioni nel paddock. Siamo in grado di mostrarvi anche lo schema riepilogativo dei cambiamenti che è stato inviato alle squadre con i nuovi limiti di applicazione dell’aerodinamica.
La safety matter (questione di sicurezza) è stata fatta valere perché si stima che la leg wing possa tenere agganciato il pilota alla moto, creando una situazione di potenziale pericolo. Il tema è importante, perché l’incolumità dei rider viene davanti a tutto.
La sensazione, però, è che il provvedimento sia stato discusso senza che ci sia stato un caso nel quale sia effettivamente emerso questo allarme. Sembra di essere tornati all’epoca in cui era l’asola della Ducati ad aver sollevato la questione di sicurezza, mentre la Casa di Borgo Panigale aveva dato la chiara dimostrazione che gli elementi aerodinamici si staccavano al contatto con il carico esercitato dal corpo del pilota.
Tutte le MotoGP hanno adottato questa soluzione ormai generalizzata perché il pericolo non esiste, mentre c’era stato il tentativo di bloccare l’evoluzione aerodinamica della Ducati. È lecito, quindi, pensare che la DT sia “ispirata” da chi non gradisce l’esasperazione delle appendici alari e prova a bloccare un’area di sviluppo che potrebbe essere importante.
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Ma cosa dice il nuovo articolo regolamentare?
“La parte della moto che si trova tra 800 e 500 mm più avanti della linea verticale che tocca il bordo posteriore della gomma non deve superare, in vista dall’alto, un’area rastremata che va da una larghezza di 450 mm a 500 mm più avanti della linea verticale che tocca il bordo posteriore dello pneumatico posteriore, ad eccezione di pedane/comandi/staffe e copri-tubi di scarico, che sono contenuti in uno sfalsamento di 20 mm rispetto alla superficie esterna dei tubi di scarico”.
In sostanza, via le seat winglet. È curioso che la FIM abbia definito questo provvedimento a seguito dei test di Valencia, quando si è entrati nella stagione morta a campionato finito, ma mentre le Case hanno già definito i progetti delle moto 2026, per cui ci sarebbe la necessità di rimettere mano al lavoro in galleria del vento con costi ed investimenti he uscirebbero dai budget programmati.
La modifica dettata dalla sicurezza, infatti, impatterebbe in maniera forte sulle MotoGP 26: non si tratta semplicemente di togliere le famigerate leg wing, quanto dover rivedere l’andamento dei flussi che investono queste parti e che sono generati nella parte anteriore.
I maligni sostengono che a invocare la questione di sicurezza possa essere stata la Ducati preoccupata della crescita Aprilia: sono voci che riportiamo, ma che non hanno alcuna conferma. La logica vorrebbe che, non essendoci stato un caso che certifichi la pericolosità delle seat winglet si proceda a vietarle quando verrà introdotto il nuovo regolamento 2027 che ridisegnerà da zero le MotoGP, senza intaccare l’importante lavoro già svolto da alcune squadre.
Anche perché il provvedimento, finora tenuto nel massimo riserbo, dovrà essere approvato dalla MSMA all’unanimità: non è certo che l’unità venga trovata (il presidente è Massimo Rivola, capo di Aprilia), per cui è possibile che la questione che ora farà discutere molto si possa trasformare in un ballon d’essai. Seguiremo la vicenda e i suoi sviluppi…
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