Dal Giappone arriva la notizia di un’impresa che resterà nella storia della pallavolo varesina e dello sport paralimpico italiano. Francesco Cattaneo, coach varesino, ha guidato la Nazionale Italiana sordi alla medaglia d’argento alle Olimpiadi per i Sordi di Tokyo (Deaflympics), un risultato che corona un percorso eccezionale.
Il cammino azzurro si è fermato solo in finale contro l’Ucraina, ma non prima di aver compiuto un’impresa memorabile in semifinale battendo al tiebreak la Turchia, campione del mondo in carica. Una vittoria che ha aperto le porte alla finale, dimostrando il valore di questa squadra.
La semifinale contro i turchi è stata giocata con cuore e lucidità, mostrando un’intensità agonistica che ha messo in luce la grande maturità del gruppo. Nei momenti più difficili del match, la squadra ha reagito con carattere trasformando ogni azione in un segnale di forza e coesione. Merito anche della guida di Cattaneo, che con esperienza, coraggio e una lettura tattica impeccabile ha saputo esaltare il potenziale dei suoi atleti.
La finale contro l’Ucraina, giocata questa mattina (martedì 25 novembre) alle 8 ora italiana, ha visto gli azzurri lottare fino all’ultimo ma arrendersi a una squadra che si è dimostrata superiore. L’argento però è un traguardo di immenso valore, che porta l’Italia sordi sul podio olimpico.
In precedenza si era disputata anche la finale per il bronzo femminile, con l’Ucraina protagonista anche in quella occasione. Una giornata che ha confermato il grande livello della pallavolo per sordi a livello internazionale. Per la pallavolo italiana sordi è comunque un sogno che si avvera, con Varese protagonista grazie al lavoro di un allenatore che sta scrivendo pagine indimenticabili di questa parte dello sport azzurro.
Cristina Gogna a un soffio dal podio nella maratona delle Olimpiadi per sordi

