Firenze, 25 novembre 2025 – Sgominata una associazione a delinquere dedita al narcotraffico e attiva a Firenze tra il 2023 e il 2024, in pratica i re dello spaccio del centro di Firenze. Erano attivi infatti soprattutto nella zona del mercato centrale e in Oltrarno, ma anche fuori dal centro (per esempio al Gignoro).
I ribelli venivano puniti
L’operazione di polizia di Stato (commissariato di San Giovanni) e polizia municipale (nucleo antidegrado) ha portato all’esecuzione di diciannove ordinanze cautelari (quindici eseguite, quattro soggetti sono invece irreperibili). Ma non c’era solo lo spaccio: le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia hanno puntato il mirino non solo sui reati di detenzione, trasporto, cessione e vendita di sostanze stupefacente – cocaina e hashish – ma anche sull’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, aggravata dall’uso delle armi, e su atti di violenza mirati contro chi cercava di emanciparsi dal gruppo criminale.

Le indagini sono state delegate al commissariato di polizia di San Giovanni e al nucleo antidegrado della polizia locale (foto Germogli)
I “ribelli”, che nel tempo hanno tentato di divincolarsi dalla rigida gerarchia del gruppo o dalla pretesa dei vertici del sodalizio criminale di essere gli esclusivi fornitori di droga sul territorio fiorentino, finivano male. Due gravi episodi di rapina aggravata e un tentato omicidio sono emersi dall’indagine.
I vertici della gang
L’associazione a delinquere, secondo gli investigatori, è stata creata e guidata da un 41enne, tunisino come il suo braccio destro 32enne, mentre la fase esecutiva si avvaleva di numerosi soggetti, ognuno con il suo compito: custodire lo stupefacente in diversi appartamenti di Firenze, fare da intermediari con le figure incaricate della rivendita al dettaglio della droga, spacciatori al dettaglio.
Nei guai anche un avvocato
Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare c’è anche un avvocato del foro di Firenze, per il quale il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per favoreggiamento personale.
I numeri dei sequestri
Le indagini hanno portato nel corso dei mesi a sequestrare in tutto 22 chili di cocaina e 3,6 chili di hashish, oltre a 263mila euro in contanti, una pistola Beretta completa di 5 colpi, tre autovetture (due delle quali dotate di doppiofondo per nascondere la droga). Sono stati impiegati circa 200 operatori della Polizia di Stato e della Polizia Municipale; interessate anche le province di Bologna, Pistoia, Prato, Arezzo e Terni, oltre ad essere avvenuta con il contributo decisivo al fine del coordinamento della Squadra Mobile della Questura di Firenze per la fase del rintraccio degli indagati e della loro cattura.