Il colosso dell’informatica Hewlett-Packard, meglio conosciuto come HP, ha annunciato che licenzierà tra 4.000 e 6.000 dipendenti nei prossimi anni. Nel comunicato con cui l’azienda ha reso nota la sua decisione, HP non ha nascosto che queste risorse non saranno più necessarie nel prossimo futuro grazie alle automazioni permesse dall’intelligenza artificiale.

I grandi licenziamenti non sono una novità nel settore tecnologico, ma negli ultimi anni sono stati solitamente una conseguenza di errori di valutazione commessi durante la pandemia. Quello di HP è uno dei primi casi in cui un’azienda cita, come ragione delle sue scelte, le nuove possibilità date dall’IA.

HP licenzia 6.000 lavoratori per sostituirli con l’IA

A seconda di quanti saranno effettivamente i dipendenti licenziati da HP, la forza lavoro dell’azienda dovrebbe ridursi di una percentuale di poco inferiore o di poco superiore al 10%. Il colosso statunitense impiega circa 58mila persone in tutto il mondo. La ragione principale data dall’azienda per questa decisione è l’impatto dell’IA:

Guardando al futuro, vediamo opportunità significative per implementare l’IA all’interno di HP in modo da accelerare l’innovazione dei prodotti, migliorare la soddisfazione dei clienti e aumentare la produttività.

Secondo le stime diffuse da HP, nel corso dei tre anni in cui questi licenziamenti avranno luogo, l’azienda dovrebbe risparmiare circa 1 miliardo di dollari di spese per il personale.

Le difficoltà di HP a causa dei dazi

HP è tra i principali produttori di stampanti al mondo, ma è anche famosa per i suoi computer. È uno dei marchi più importanti in questi due mercati, ma nel 2024 ha fatturato 53,6 miliardi di dollari, in leggero calo rispetto ai 53,7 miliardi del 2023. Le sue difficoltà sono proseguite nel 2025 e hanno portato a previsioni negative per il 2026. Nel 2025 le azioni della società hanno perso il 34% del loro valore.

Per HP, queste difficoltà hanno una causa precisa: i dazi. In un comunicato, la stessa azienda ha chiarito:

Le previsioni di HP per il futuro riflettono costi aggiuntivi dovuti alle politiche commerciali correnti degli Stati Uniti.

Enrique Lores, presidente e Ceo di HP, ha poi aggiunto:

Per un PC standard, i costi delle memorie sono aumentati tra il 15% e il 18% e, anche se questi aumenti erano attesi, hanno accelerato drammaticamente nelle ultime settimane.

Nel 2025 anche il mercato delle stampanti è andato male. Il fatturato di HP in questo settore è stato di 4,3 miliardi di dollari, in calo del 4%. I problemi in questo caso non sono dovuti soltanto ai dazi, ma anche alla poca fiducia nel futuro dei consumatori, che stanno rimandando le spese, e a un alto livello di concorrenza.

I grandi licenziamenti nel settore tech

Negli ultimi anni le aziende tecnologiche americane hanno licenziato decine di migliaia di persone. Nella maggior parte dei casi si è però trattato di una correzione dopo gli errori di valutazione del periodo pandemico.

Tra il 2020 e il 2022 Amazon, Google, Meta e Apple hanno assunto moltissimo personale, convinte di poter sfruttare lo slancio dato dai lockdown ai loro prodotti per cambiare radicalmente la loro diffusione nella popolazione.

Queste previsioni non si sono rivelate attendibili e quindi, negli anni successivi, il personale in eccesso è stato licenziato. Altri casi, come quello di Intel, sono invece legati alle difficoltà specifiche dell’azienda. Anche HP rientra in buona parte in questa categoria, avendo già licenziato nel 2022 buona parte dei suoi dipendenti in eccesso ereditati dai lockdown. Raramente, però, un’azienda cita l’IA come principale ragione dei suoi licenziamenti.