MODELLO FONDAMENTALE
In occasione dell’avvio ufficiale della produzione a Mirafiori della nuova Fiat 500 Hybrid, si sono riuniti ieri a Torino i massimi vertici di Stellantis. La piccola compatta equipaggiata con il 1.0 ibrido leggero è uno dei pilastri su cui, per il gruppo industriale, deve poggiarsi la produzione automobilistica in Italia, insieme alla nuova Jeep Compass.
Una vettura che, ricorda il ceo Antonio Filosa (nella foto in alto), ha già portato a Mirafiori 400 nuove assunzioni e da marzo consentirà di far ripartire il secondo turno. L’obiettivo è arrivare a 100.000 unità all’anno. Secondo il numero uno di Stellantis, la Fiat 500 ibrida “è esattamente il prodotto di cui l’Europa ha bisogno per ringiovanire il suo parco auto”, ricordando che circa il 60% delle vetture in giro per il Vecchio Continente hanno più di 10 anni.
Qui sopra Antonio Filosa, ceo di Stellantis, John Elkann, presidente, e il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
IMPEGNI RISPETTATI
Filosa ha anche evidenziato gli oltre 2 miliardi di euro investiti direttamente da Stellantis in Italia e i 6 miliardi di acquisti da fornitori del nostro Paese, sottolineando come Stellantis stia mantenendo i propri impegni presi con il “Piano Italia” anche grazie a ulteriori circa 120 assunzioni nel polo ingegneristico di Mirafiori e altrettante ad Atessa, dove vengono prodotti i veicoli commerciali. “Stellantis sta facendo la sua parte, realizzando gli investimenti annunciati e rispettando i tempi previsti”, ha ribadito il ceo, citando l’avvio della produzione a Melfi della DS N°8 e della Jeep Compass.
Filosa ha invitato nuovamente le istituzioni europee ad “azioni urgenti e definitive” per il segmento delle auto di piccole dimensioni, cioè quelle che inquinano meno e sono fondamentali per la mobilità di tutti. La questione è legata a doppio filo all’impegno del gruppo in Italia e in Europa: “Se ci sarà consentito di riconquistare i clienti con prodotti eccellenti come la 500 ibrida, riusciremo sicuramente a riportare la crescita che è fondamentale per gli investimenti e l’innovazione futuri”.
IL MERCATO NON È PRONTO ALL’ELETTRICO
Il tema europeo è stato ripreso anche dal presidente di Stellantis, John Elkann, che ha sottolineato come la sostenibilità del settore automobilistico sia legata alle regole imposte da Bruxelles. Elkann ha bollato come inefficace e controproducente il quadro normativo imposto dall’Unione Europea, riferendosi in particolare alle misure che dovrebbero bloccare la vendita di nuove auto con motori a combustione dal 2035: “La nostra fiducia nel futuro elettrico rimane immutata, ma i clienti hanno inviato un messaggio chiaro: non sono disposti a farsi dire quale auto acquistare. Abbiamo fatto di tutto per essere pronti per il futuro, ma il mercato non lo è. E per mercato intendo le persone”, ha detto.