È arrivata alla sesta generazione la Renault Clio, che nei decenni è cresciuta in dimensioni e dotazioni, senza però smettere di essere una delle auto più apprezzate in Europa e non solo. A testimoniarlo ci sono più di 17 milioni di unità vendute in 35 anni di carriera.
Dopo averla vista dal vivo al Salone di Monaco 2025 ora è arrivato il momento di provarla, per saggiarne le qualità e capire come cambia. Non solo dal punto di vista estetico ma anche (e soprattutto) per dinamica di guida.
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Renault Clio 2025, gli esterni
Squadra che vince non si cambia. O si cambia il giusto. Così la nuova Renault Clio mantiene le proporzioni della precedente generazione, rinnovandosi però in molti punti. A partire dal frontale, dominato da una calandra completamente ridisegnata e idealmente abbracciata dalle luci diurne con disegno a C, sovrastate dai gruppi ottici a sviluppo orizzontale.
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Fonte: Renault
Anche guardandola di profilo si notano le differente, con un andamento che richiama il mondo delle coupé grazie all’andamento dei profili dei vetri posteriori, mentre il tetto continua dritto fino al lunotto, terminando con uno spoiler. Al posteriore spiccano i gruppi ottici esagonali che non cedono alla moda del momento, rinunciando alla striscia luminosa che li unisce.
Renault Clio 2025, gli interni
Se fuori i cambiamenti sono evidenti, negli interni la Renault Clio si rivoluziona sotto tutti i punti di vista. In primis la qualità, con materiali soft-touch, inserti in tessuto retroilluminati per arrivare all’Alcantare, riservato agli allestimenti più ricchi. Un ambiente accogliente completato dall’immancabile pieno di tecnologia: 10,1″ di diagonale per strumentazione digitale e monitor touch centrale rivolto verso conducente. Il software come da tradizione Renault è sviluppato in collaborazione con Google e l’ho trovato veloce e reattivo, con tutte le funzioni che ci si aspettano nel 2025, compresi naturalmente Android Auto e Apple CarPlay.
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Renault Clio 2025, gli interni
Foto di: Renault
Il tunnel centrale ora offre più spazio, grazie al comando per la trasmissione automatica spostato alla destra del volante, che integra numerosi pulsanti per gestire assistenti alla guida e altre funzioni.
Lo spazio a bordo è buono, grazie anche alle dimensioni maggiorate. Di tutto rispetto anche il bagagliaio, con 391 litri di capacità minima.
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Renault Clio 2025, la plancia
Foto di: Renault
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Renault Clio 2025, il bagagliaio
Foto di: Renault
Foto Di: Renault
La nuova generazione della Renault Clio cambia tanto… ma al tempo stesso non cambia. Cosa vuol dire? Che la piattaforma CMF-B è sempre la stessa ma, sotto il cofano, le modifiche sono state diverse. La protagonista di questa prova è la versione più interessante a listino, la full hybrid che grazie al nuovo motore 1.8 è più potente e, sulla carta in attesa di conferma, anche più efficiente.
È sempre abbinato a due elettrici per una potenza totale di 160 CV, 15 in più quindi rispetto alla precedente configurazione con il 1.6, una modifica che ha portato più cavalli e un miglioramento netto delle prestazioni: scatta da 0 a 100 in 8,3 secondi e tocca i 180 km/h di velocità massima.
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Renault Clio (2026), la prova su strada
Foto di: Renault
Lo scatto alle basse velocità è eccezionale grazie alla coppia immediata dell’elettrico, ma l’elemento che mi ha stupito di più dopo pochi metri è stata l’insonorizzazione: non solo perché la macchina procede per tanti chilometri in elettrico (la batteria è da 1,4 kWh, più grande di prima) ma anche per l’isolamento dai fruscii aerodinamici, dal rotolamento delle gomme e, soprattutto, dal rumore del motore che è sempre lontano dall’abitacolo anche in accelerazione. In più, i tecnici hanno lavorato sulla transizione tra termico ed elettrico che adesso è praticamente impercettibile.
Il merito qui è anche del cambio, un multimodale che abbiamo già visto e apprezzato sulle Renault full hybrid degli ultimi anni e che più passa il tempo più migliora. È fluido e anche la gestione dell’elettrico è stata migliorata per andare a riempire egregiamente i fisiologici vuoti di coppia derivati dall’avere solo quattro rapporti dedicati al motore a benzina (insieme ai due rapporti elettrici giocano tra loro in una quindicina di combinazioni possibili. In abitacolo non ci si accorge di nulla, è la macchina che gestisce tutto in completa autonomia).
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Renault Clio (2026), la prova su strada
Foto di: Renault
Venendo alla dinamica di guida, la Clio è sempre stata una delle più divertenti della sua categoria e anche questa nuova generazione non è da meno. Lo sterzo è preciso il giusto, il carico può essere personalizzato intervenendo sulle modalità di guida, ma il punto forte è l’assetto perché è equilibrato e offre un giusto compromesso tra solidità, in curva limita bene il rollio e l’auto è piatta, e assorbimento delle asperità. È vero che questo è piuttosto secco (sull’allestimento Esprit Alpine ci sono anche i cerchi da 18 con gomma dalla spalla più bassa) ma anche sulle buche profonde è difficile che gli ammortizzatori arrivino a fondo corsa.
Disponibile in 3 allestimenti – Evolution, Techno ed Esprit Alpine – la nuova Renault Clio ha prezzi che partono dai 18.900 euro della Evolution con motore turbo benzina 1.2 da 115 CV. Di serie ci sono cerchi in acciaio da 16″, luci LED, climatizzatore manuale, monitor centrale da 10,1″, strumentazione con display da 7″, interni in tessuto, 2 prese USB di tipo C, cruise control adattivo e freno di stazionamento elettrico. La top di gamma, Esprit Alpine con il 1.8 full hybrid da 160 CV, parte invece da 28.300 euro.
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