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Dopo più di dieci anni Taiwan ha eliminato le restrizioni alle importazioni di cibo dal Giappone, in vigore da quando nel 2011 ci fu l’enorme incidente alla centrale nucleare di Fukushima. Poco dopo i social taiwanesi si sono riempiti di foto di persone che mangiano pesce giapponese, fanno la spesa in supermercati giapponesi e lodano genericamente la loro vicinanza al Giappone.
Le ragioni sono molto politiche: è un modo per il governo e i cittadini di mostrare gratitudine e vicinanza al Giappone, che da settimane sta subendo ripercussioni da parte della Cina dopo che la prima ministra Sanae Takaichi è intervenuta a favore di Taiwan nella disputa per la sovranità dell’isola. In particolare Takaichi aveva detto in parlamento che se la Cina avesse invaso Taiwan, il Giappone avrebbe preso in considerazione una risposta militare.
Taiwan si governa autonomamente in modo democratico, ma la Cina la rivendica come propria: ha minacciato più volte di invaderla, compie frequenti esercitazioni militari attorno alle sue coste e sta sperimentando un sistema di pontili mobili in prospettiva di un’eventuale invasione. Nell’ultimo periodo il presidente cinese Xi Jinping ha aumentato la pressione sull’isola e i suoi alleati, anche attraverso una serrata propaganda interna. Lunedì per esempio, in una lunga telefonata con il presidente statunitense Donald Trump, Xi Jinping ha ribadito di considerare il controllo di Taiwan un elemento essenziale «dell’ordine internazionale».
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Giornali cinesi sulla crisi tra Cina e Giappone, 17 novembre 2025 (AP Photo/Andy Wong)
Anche per via del forte sentimento anticinese, la risposta dei cittadini di Taiwan in favore del Giappone in questi giorni è stata ampia.
La scorsa settimana il presidente Lai Ching-te, un progressista molto critico verso l’ingerenza cinese, era stato il primo a diffondere un video mentre mangiava del sushi fatto con capesante della regione giapponese di Hokkaido e ricciola di Kagoshima, una città sulla costa meridionale del Giappone, invitando le persone a fare lo stesso. Due giorni dopo l’account X del ministero degli Esteri aveva fatto un appello simile, lodando la birra e le capesante giapponesi. Altri politici taiwanesi si sono fatti riprendere mentre fanno la spesa da Lopia, una catena di supermercati giapponese che ha sedi anche a Taiwan.
Tra le varie ripercussioni la Cina ha sconsigliato ai suoi cittadini di viaggiare in Giappone, con l’intento implicito di danneggiare l’industria turistica del paese (quasi un quarto di tutti i turisti che hanno visitato il Giappone nel 2025 era cinese).
Alcuni politici di Taiwan hanno preso iniziative simboliche anche in questo senso: a Hsinchu, città nel nord di Formosa (la principale isola che compone Taiwan) un ex consigliere regionale ha promesso di donare l’equivalente di 100 euro a chiunque volesse visitare il Giappone. Una parlamentare del partito Progressista Democratico (lo stesso del presidente Lai) ha esortato la China Airlines, la compagnia di bandiera taiwanese, a offrire voucher di viaggio per il Giappone.
Un’altra ha mostrato delle barrette di cioccolata prodotte in edizione limitata dall’azienda taiwanese I-Mei Foods, che ritraggono il volto della prima ministra giapponese Takaichi e ringraziano il Giappone per il sostegno. Una rappresentante di I-Mei Foods ha detto al New York Times che le barrette erano state commissionate dopo l’elezione di Takaichi, ma l’azienda sta valutando di aumentare la produzione dopo aver ricevuto un centinaio di richieste da parte di clienti interessati ad acquistarle.
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