di
Luca Pernice

Il governatore uscente della Regione Puglia chiede che gli sia riconosciuta la settima valutazione di professionalità: nel suo curriculum gli atti firmati come sindaco di Bari e presidente della Regione

Dopo la fine del suo mandato politico e con la difficile prospettiva di un incarico da assessore nella nuova giunta regionale, Michele Emiliano ha deciso di muoversi in un’altra direzione: tornare in magistratura e farlo richiedendo direttamente la settima valutazione di professionalità, quella che gli permetterebbe di rientrare con uno stipendio quasi doppio rispetto a quello percepito quando lasciò la toga. Una scelta che arriva mentre il neopresidente Antonio Decaro, non sembra così intenzionato a includere l’ex governatore nella nuova giunta.

Per Emiliano, dunque, questa mossa potrebbe essere l’unica strada concreta per tornare al suo primo amore, la magistratura appunto, dopo  vent’anni trascorsi tra il Comune di Bari e la guida della Regione Puglia. La decisione di chiedere la valutazione più alta — che porterebbe lo stipendio intorno ai 7mila euro netti al mese, ben oltre quanto guadagnava da sostituto procuratore (da Presidente ne guadagnava 11mila) — è anche un tentativo di recuperare terreno, rispetto ai suoi colleghi, dopo un’assenza così lunga dalle funzioni giudiziarie. 

Quando si candidò a sindaco di Bari nel 2003 aveva 44 anni e, dal punto di vista della carriera giudiziaria aveva la quarta valutazione; oggi, a 66 anni, i suoi coetanei e colleghi di classe di concorso hanno fatto carriera in magistratura, mentre lui ripartirebbe dallo stesso ruolo lasciato vent’anni fa. La sua richiesta è ora all’esame del Consiglio giudiziario di Bari, che dovrà esprimere un parere prima che la pratica arrivi alla Quarta commissione del Consiglio superiore della magistratura e infine al Plenum. 



















































Per sostenere l’istanza, Emiliano ha elencato gli atti amministrativi firmati da sindaco prima e da governatore poi — compreso il percorso che ha portato alla demolizione dell’ecomostro di Punta Perotti, a Bari — ma non è garantito che tali attività vengano ritenute rilevanti per una progressione in carriera, essendo di natura amministrativa e politica più che giurisdizionale.
 
Ora, con una lunga parabola politica alle spalle e un futuro istituzionale non più nelle mani della Regione, Emiliano tenta il rientro «dalla porta principale», puntando sulla valutazione superiore e su un conseguente rafforzamento economico e professionale.


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27 novembre 2025 ( modifica il 27 novembre 2025 | 09:30)