In quell’occasione Adinolfi aveva fatto un post raccontando della crisi di sua figlia e di come le era stato accanto. “L’ho vegliata tutta la notte – aveva scritto -. Ora è al sicuro, nelle mani di medici capaci che conoscono la sua storia. Supereremo insieme anche questa crisi”. “Le sue condizioni sono monitorate – aveva aggiunto -. I disturbi del comportamento alimentare e più in generale i disturbi psichici di giovani, giovanissimi e adolescenti sono la tragedia silenziosa del nostro tempo”. Tra l’altro il ricovero di Clara era avvenuto in una data carica di significato per Adinolfi. “Il 5 ottobre è la data della tragica notte in cui la mia unica sorella si tolse la vita ormai molti anni fa. Non è mai stata una data felice – aveva scritto -. Stavolta l’ho iniziata vegliando per tutta la notte il sonno addolorato di una figlia che è Cristo in croce. Vi ringrazio tutti, qualcuno è addirittura venuto di notte al Pronto Soccorso per sostenermi fisicamente mentre io sostenevo Clara e sono gesti che non si dimenticano, se i social fanno vivere questo senso di umana solidarietà, viva i social”. E poi aveva avuto un pensiero per sua sorella: “Supereremo insieme anche questa ennesima crisi. La aiuterà zia Ielma che dal cielo veglia su entrambi e soprattutto su di me quando sono tentato dalla disperazione per l’enormità del dolore che a cicli ritmati s’abbatte su ciò che resta della mia sterminata famiglia. L’ho fatto scrivere sulla sua tomba e voglio continuare a ritenerla la frase che racchiude il senso stesso del mio peregrinare schiacciato da pesi insostenibili: bisogna immaginare Sisifo felice. Perché c’è un senso, vero Signore, per tutto questo?”.