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Redazione Online
Il Wall Street Journal rivela i dettagli del piano tedesco per una risposta a un eventuale attacco russo, preparato nel 2022. Il documento, di 1.200 pagine, prevede tra l’altro che «fino a 800 mila soldati tedeschi, statunitensi e di altre forze Nato dovrebbero essere trasportati verso la linea del fronte»
Il Wall Street Journal ha rivelato l’esistenza di un piano – l’Operation Plan Germany – preparato dalle autorità tedesche per prepararsi all’eventualità di una guerra con la Russia.
Il documento classificato è di 1.200 pagine; messo a punto nel 2022, è entrato ora in una fase di preparazione.
Al suo interno si descrive in dettaglio come fino a 800.000 soldati tedeschi, statunitensi e di altre forze Nato, potrebbero dover essere trasportati verso est, verso la linea del fronte. Il piano descrive i porti, i fiumi, le ferrovie e le strade che dovrebbero percorrere percorso, e come dovrebbero essere riforniti e protetti durante il tragitto.
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I funzionari tedeschi – ricorda il Wall Street Journal – hanno dichiarato che prevedono che la Russia possa essere pronta e disposta ad attaccare la Nato già nel 2029: ma una serie di episodi allarmanti – dai sabotaggi alle azioni di violazione dello spazio aereo europeo, molti dei quali attribuiti a Mosca dai servizi segreti occidentali – suggeriscono che Mosca potrebbe prepararsi ad agire prima.
«Gli analisti ritengono inoltre che un possibile armistizio in Ucraina, che gli Stati Uniti stanno promuovendo questa settimana, potrebbe liberare tempo e risorse affinché la Russia prepari un’azione contro i membri Nato in Europa», scrive il Journal.
Se si riuscisse dunque a rafforzare la capacità di resistenza dell’Europa, secondo gli autori del piano, non solo si porrebbero le basi per una eventuale guerra contro Mosca, ma si renderebbe meno probabile l’avvio stesso del conflitto. «L’obiettivo è prevenire la guerra chiarendo ai nostri nemici che se ci attaccano, non avranno successo», ha affermato un alto ufficiale e uno dei primi autori del piano.
Le esercitazioni previste dal piano sono già iniziate, sempre secondo il Journal. Lo scorso autunno, nella campagna della Germania orientale, Rheinmetall – società che di recente ha vinto un appalto da 260 mnilioni di euro del ministero della Difesa tedesco – «ha messo in piedi a tempo di record un accampamento per 500 soldati, con dormitori, 48 cabine doccia, cinque stazioni di servizio, una cucina da campo, sorveglianza dei droni. Sono serviti 14 giorni per montarlo e sette per smontarlo».
Secondo gli autori del piano, per poter garantire una risposta adeguata occorrerebbe rinunciare all’abolizione della leva obbligatoria: e proprio sul tema della leva Berlino è già al lavoro, tanto da aver da poco reintrodotto la coscrizione (anche se per il momento non forzata).
Quanto alle infrastrutture – dalle reti stradali a quelle ferroviarie, che sarebbero decisive in caso di conflitto – Berlino punta a spendere 166 miliardi entro il 2029, e dare priorità alle infrastrutture a duplice uso (civile e militare). Durante la Guerra fredda, ad esempio, le autostrade erano costruite per poter diventare rapidamente delle piste di atterraggio e decollo di aerei militari, nel caso in cui gli aeroporti fossero stati attaccati. Ma l’obbligo di costruire strutture di questo tipo è venuto meno.
La più grande incertezza, ora – conclude il Journal – «è quanto tempo ci sia a disposizione. Dato il forte aumento dei sabotaggi, degli attacchi informatici e delle intrusioni nello spazio aereo, la differenza tra pace e guerra appare sempre più sfumata. “Le minacce sono reali”, ha dichiarato il cancelliere Friedrich Merz a settembre. “Non siamo in guerra, ma non viviamo più in tempo di pace”».
Articolo in aggiornamento…
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27 novembre 2025 ( modifica il 27 novembre 2025 | 15:52)
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