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Leone XIV in Turchia, l'incontro con Erdogan e il messaggio: «Qui per ribadire l'importanza della pace nel mondo»
MMondo

Leone XIV in Turchia, l’incontro con Erdogan e il messaggio: «Qui per ribadire l’importanza della pace nel mondo»

  • 27 Novembre 2025

di
Gian Guido Vecchi

ll Papa è arrivato in «pellegrinaggio» per celebrare, domani, i 1.700 anni del concilio di Nicea, oggi Izinik, a un centinaio di chilometri da Istanbul

Ankara  (Turchia) –  Una ghirlanda di fiori al mausoleo di Atatürk, padre della Turchia moderna, poi al Palazzo presidenziale per un incontro privato con Recep Tayyip Erdogan che precede il discorso pubblico alle autorità. Gli inni, le salve di cannone, l’aria assorta del Papa accanto al presidente turco. Il primo viaggio internazionale di Leone XIV, sei giorni tra la Turchia e il Libano, va subito al cuore del suo pontificato: «L’ho atteso tanto per ciò che significa per tutti i cristiani, ma è anche un grande messaggio al mondo», rifletteva in aereo nel salutare i giornalisti: «La presenza mia, della Chiesa e dei credenti, in Turchia ma anche in Libano, speriamo possa annunciare e trasmettere quanto è importante la pace in tutto il mondo. È così importante che oggi il messaggio sia trasmesso in modo da mostrare davvero la verità e l’armonia delle quali il mondo ha bisogno».

La controversia nata da Ario e il «Credo»

Il Papa che si è presentato al mondo inviando la pace «disarmata e disarmante, umile e perseverante del Cristo risorto» è arrivato in «pellegrinaggio» per celebrare, domani, i 1.700 anni del concilio di Nicea, che ora si chiama si chiama Izinik e si trova a un centinaio di chilometri da Istanbul. Dal 20 maggio al 19 giugno 325 l’imperatore Costantino convocò i vescovi di tutta l’oikouméne, la terra allora conosciuta, perché risolvessero la controversia nata dalla dottrina di Ario, un prete libico che negava la piena divinità di Cristo: fu così che il primo concilio ecumenico definì il Credo nel quale si dice che il Figlio è homooúsios, «della stessa sostanza» del Padre, la regola di fede che accomuna tutti i cristiani – cattolici, ortodossi, protestanti – e due miliardi e mezzo di persone, almeno in teoria, hanno imparato a memoria.



















































Le religioni hanno un ruolo fondamentale per il dialogo

Non sono questioni remote, per Papa Prevost. Il cristianesimo qui risale alle origini neotestamentarie: la prima lettera di Pietro è indirizzata anche ai fedeli delle Bitinia; Paolo era nato a Tarso, sulla costa mediterranea meridionale, e aveva predicato in queste terre della «provincia d’Asia»; e Giovanni aveva scritto il suo Vangelo a Efeso, sull’Egeo, dove secondo la tradizione si era ritirato con Maria, la madre di Gesù. Oggi i cristiani in Turchia sono poco più di centomila, lo 0,2 per cento, e i cattolici in particolare si fermano allo 0,04 per cento, una quarantina di parrocchie e 33 mila persone su 86 milioni di abitanti, quasi tutti musulmani. Le religioni, per Leone XIV, possono avere un ruolo fondamentale nel favorire il dialogo nel pianeta diviso. Il viaggio era già previsto con Francesco e Leone XIV ha aggiunto la tappa libanese, nel Medio Oriente ferito dalla guerra. Del resto questa terra, la penisola anatolica, è sempre stata strategica. Nicea era vicina a Nicomedia, la capitale, ma quando riunì il concilio l’imperatore aveva già deciso di fondare poco distante una nuova capitale che portasse il suo nome, Costantinopoli, nell’antica colonia di Bisanzio dall’altra parte della Propontide, l’attuale Mar di Marmara che a un tempo divide e collega l’Europa e l’Asia, il Mediterraneo e il Mar Nero: Odessa sta sulla riva opposta, verso Nord, la guerra russo-ucraina dista poco più trecento miglia marine.


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27 novembre 2025 ( modifica il 27 novembre 2025 | 14:25)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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