Nella storia dell’automobile ci sono modelli che cambiano pelle, altri destino. E poi c’è Renault Clio, che da trentacinque anni muta le regole. Ogni volta che il mercato sembra aver definito confini e gerarchie, la compatta del brand transalpino entra in scena, ribalta il tavolo e riparte da capo, come se la parola “eredità” non fosse un peso, ma un trampolino di lancio. E così, mentre l’industria europea attraversa la sua crisi di identità più profonda, la Losanga risponde con un gesto netto: un’altra rivoluzione. Una Clio completamente ripensata, dentro e fuori, più matura, più tecnologica, più consapevole della sua missione: restare, comunque vada, il punto di riferimento del segmento B. E, dopo i test drive internazionali, la sensazione è che la formula del successo sia stata abilmente preservata.
Una storia di successo
La best-seller di Renault per ben cinque generazioni, di cui la prima risale al 1990, la Clio ha nel suo DNA i codici del successo. Eppure, ogni generazione ha saputo rivoluzionarsi per rimanere al vertice della sua categoria. La Clio prima maniera aveva “tutto di una grande”, slogan mitico che rimane valido ancora oggi. La Clio II sviluppò l’idea dell’auto come cocoon, comfort puro mentre la Clio III innalzò la qualità percepita, introducendo il sistema Carminat Tom Tom.
La Clio IV stravolse il design con linee sensuali e accoglienti, mentre la Clio V portò lo schermo centrale e la multimedialità al livello del segmento superiore. Ora la Clio di sesta maniera si prepara a una nuova rivoluzione, dentro e fuori. Una missione non facile, specialmente dopo circa 17 milioni i pezzi venduti in 120 Paesi: un record che la rende l’auto francese più venduta di sempre. Eppure, ha tutte le carte in regola per giocarsi bene questa sfida.
Si alza l’asticella della qualità, e non solo
Con la sesta generazione, Renault alza l’asticella. Il piano è ambizioso: design espressivo, proporzioni maggiorate, motorizzazioni all’avanguardia e tecnologia di grido. La nuova Clio non si nasconde: vuole dominare il segmento B e avvicinarsi a quello superiore.
Esteticamente, il passo avanti è evidente: la carrozzeria cresce di dimensioni — circa 4,12 metri di lunghezza per una larghezza di 1,77 metri — conferendo alla vettura una presenza più solida, senza perdere quella compattezza che da sempre la contraddistingue. Il linguaggio stilistico invece evolve: calandra ridisegnata, fari full-LED con firma luminosa a forma di mezza losanga, proporzioni scolpite ma armoniose. Un’estetica da “grande piccola” che vuole attrarre anche chi guarda ai segmenti più alti.
L’abitacolo, poi, segna la vera svolta: elemento centrale è il doppio display OpenR a forma di V, affiancato dal sistema multimediale OpenR Link con Google. Renault garantisce fino a 29 dispositivi di assistenza alla guida (ADAS) di ultima generazione. Infine, la qualità dei materiali, gli schermi generosi, la plancia orientata al conducente fanno della Clio VI quello che può essere definito, senza peccare, una “premium accessibile”.
Le motorizzazioni presenti
Sul fronte motorizzazioni, la nuova Clio gioca su due carte principali: un 1.2 benzina da 115 CV (TCe 115) e una motorizzazione Full Hybrid E-Tech da 160 CV. Novità: quest’ultima è più efficiente rispetto al modello precedente, con un aumento di potenza (+15 CV) e di coppia (+22 Nm) e la capacità di circolare in modalità elettrica fino all’80% del tempo in città e nelle aree periferiche. I dati dichiarati parlano di consumi da circa 3,9 l/100 km e di emissioni da 89 g/km di CO₂. Gao, il salto è netto. La gamma sarà completata da una motorizzazione bifuel benzina-GPL da 120 CV (ECO-G) prevista per la seconda metà del 2026.
Perché Clio continua a contare
In un mercato oggi assediato da SUV, crossover e modelli generosi, la Renault Clio resta un faro nel segmento B. Non è solo la sua compattezza a sedurre, ma un mix di storia, versatilità e identità forte: può essere la prima auto, la compatta perfetta, ma con contenuti da vettura di categoria superiore. La nuova Clio VI incarna questa ambizione. Con motorizzazioni ibride avanzate, tecnologie che sembravano riservate a segmenti più alti – infotainment con Google, display grandi, ADAS completi – e dimensioni riviste per offrire maggiore comfort interno, anche dietro, la vettura si pone come alternativa credibile a modelli più costosi.
Ma c’è un’altra ragione per cui farà la differenza: la sostenibilità, intesa come scelta pragmatica, non ideologica. Renault lo esplicita: l’ibrido oggi ha senso concreto, perché l’Europa conta ancora centinaia di milioni di auto con più di dieci anni e una mobilità che va gestita passo per passo. Un approccio realistico che parla ai clienti, non soltanto agli ambienti.
Listino prezzi
Alla fine, la nuova Renault Clio è più di una semplice compatta: è un progetto industriale, un messaggio al mercato, un’auto che cerca di parlare a molti: a chi entra nel mondo dell’auto per la prima volta, a chi vuole tecnologia senza sacrificio, a chi cerca un prodotto valido anche nel tempo. Il listino italiano ufficiale parla chiaro: si parte da 18.900 euro per la TCe 115 con allestimento Evolution e da 24.900 euro per la Full Hybrid E-Tech 160 con lo stesso allestimento. Versioni più ricche — Techno ed Esprit Alpine — portano i prezzi rispettivamente fino a 28.300 euro.
Renault lo dice apertamente: la leadership non è mai un punto d’arrivo, ma un incipit. E questa Clio sembra costruita per essere l’inizio di una nuova stagione. In un’era in cui molti parlano di elettrico, vetture da città (per non dire kei car) e mobilità condivisa, la Clio VI ricorda che la scelta continua a contare. E che una vettura ben pensata, ben fatta e ben posizionata può fare la differenza. Anche oggi che tutto cambia. Anche oggi che serve reinventarsi.
La vettura viene realizzata nello stabilimento Oyak Renault di Bursa, in Turchia, dove sono già stati prodotti oltre 5 milioni di Clio. E questo numero è destinato ad aumentare e il contatore ad aggiornarsi, è inevitabile. E anche dopo i test drive internazionali, tenutisi a Lisbona (in Portogallo), la sensazione è che il brand francese abbia fatto di nuovo centro con la sua mietitrice di vendite preferite. Perché a livello dinamico pare aver colpito e lasciato il segno. Non è un caso, la Clio è coinvolgente per chi siede al posto di comando fin dal 1990. E se questa è una ricetta che funziona, perché cambiarla.