L’annuncio alla conferenza ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea. Nella missione anche un francese e un tedesco
Il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, ha annunciato che ci sarà anche un italiano fra i tre europei destinati a una missione sulla Luna che entro il 2027 riporterà l’uomo sul nostro satellite dove avviare una presenza stabile. L’annuncio è arrivato a margine della Conferenza Ministeriale dell’Agenzia Spaziale che si chiude oggi in Germania, a Brema. Tra gli astronauti selezionati a livello europeo ci saranno anche un francese e un tedesco.
Un astronauta italiano verso la Luna con le missioni Artemis «conferma innanzitutto il valore dei nostri astronauti, che si sono già affermati a livello internazionale e il sempre maggiore ruolo dell’Italia nello spazio», commenta il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso. «Siamo tornati ad essere protagonisti insieme alla Francia e alla Germania e segniamo il rilancio dell’Europa che finalmente può guardare al futuro con maggiore certezza, coesione e determinazione», aggiunge. Per il nome dell’astronauta «vedremo e decideremo insieme quando toccherà al nostro astronauta».
«La presenza di un astronauta italiano fra i tre europei destinati a una missione sulla Luna è un riconoscimento per l’Italia» aggiunge il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente
«Finalmente sappiamo ufficialmente, dal direttore generale
dell’Agenzia Spaziale Europea che uno dei prossimi astronauti
che andrà sulla Luna sarà un italiano. C’è
una terna di astronauti che verrà selezionata al momento
opportuno e che coinvolge la Germania, la Francia e l’Italia. Questo è un ulteriore riconoscimento per il nostro Paese, per l’impegno che abbiamo nel settore spazio e per le capacità e le competenza dei nostri astronauti che fanno parte anche del corpo europeo degli astronauti».
Il primo allunaggio previsto per il 2028
Il programma Artemis della Nasa vuole riportare l’uomo sulla Luna oltre mezzo secolo dopo le missioni Apollo. Tuttavia la missione subirà significativi ritardi in buona parte perché Space X, la compagnia aerospaziale di Elon Musk, partner della Nasa, è in ritardo con la tabella di marcia e l’allunaggio del lander con equipaggio sarà possibile non prima del settembre 2028.
La prossima tappa: Artemis II in orbita intorno alla Luna
Se non ci saranno altri intoppi, tra il febbraio e l’aprile 2026, partirà la missione Artemis II, primo volo con equipaggio che porterà quattro astronauti in orbita intorno alla Luna (ma senza allunaggio). Artemis II (che in origine avrebbe dovuto volare nel novembre 2024) sarà la prima missione con astronauti a bordo della capsula Orion, lanciata dal potente razzo SLS (Space Launch System). La missione, che prevede un volo di 10 giorni in orbita intorno Luna sarà comandata dall’astronauta della Nasa Reid Wiseman, con il collega dell’agenzia spaziale Victor Glover come pilota. Christina Koch della Nasa e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese Jeremy Hansen completeranno l’equipaggio come specialisti di missione. L’obiettivo di Artemis II sarà testare i sistemi di supporto vitale e le prestazioni di Orion in condizioni reali prima dell’attesissima missione Artemis III che, secondo i piani aggiornati della Nasa, dovrebbe riportare l’uomo sulla superficie lunare nel 2028.
Il nodo del rifornimento in orbita
Ma il vero banco di prova per far atterrare gli astronauti sul suolo lunare arriva con Artemis III. È in questa fase che entrerà in gioco Starship, il gigantesco razzo che con il booster Super Heavy raggiunge 122 metri, sviluppato da SpaceX. Secondo i piani della Nasa, l’equipaggio di Orion non scenderà direttamente sulla Luna: dovrà effettuare un trasbordo in orbita lunare, passando sulla navicella Starship-HLS (Human Landing System), appositamente modificata per l’allunaggio. Il razzo Starship progettato per essere completamente riutilizzabile, è composto da due stadi: il booster Super Heavy e la navicella spaziale vera e propria Starship. Il razzo però non ha ancora trasportato astronauti o materiali. A rendere le cose ancora più complicate il fatto che il piano di portare gli astronauti sulla superficie lunare prevede un rifornimento di carburante nello spazio mai tentato finora e per portare in orbita il caburante è necessario il lancio di razzi in tempi ravvicinati (situazione che aumenta il rischio di incidenti). Secondo gli ultimi aggiornamenti il test di rifornimento del carburante nello spazio è in programma per il giugno 2026.
Proprio alla luce dei ritardi accumulati da Space X la Nasa ha annunciato che anche altre aziende potranno partecipare alla costruzione di un modulo di allunaggio. Fra i concorrenti anche Blue Origin, l’azienda spaziale di Bezos (in un primo momento scartata dall’appalto) che inizierà a testare il suo veicolo spaziale entro il 2026.
Per non perdere le ultime novità su tecnologia e innovazione
iscriviti alla newsletter di Login
27 novembre 2025 ( modifica il 27 novembre 2025 | 16:28)
© RIPRODUZIONE RISERVATA