di
Carlos Passerini
Il Milan vuole alzare il livello con le «piccole». La sfida nella sfida fra il rossonero risultatista e il biancoceleste giochista. Tutti i punti della gara di domani a San Siro
Esame scudetto. Dopo il colpaccio nel derby, il Milan tenta l’allungo. Sapendo che la strada resta lunga, lunghissima, ma anche che la vittoria sull’Inter, per quanto rocambolesca, sofferta, anche fortunosa, ha confermato che il passo è quello giusto. Contro le grandi, i rossoneri non falliscono. Serve però alzare il livello anche contro le cosiddette piccole. Domani sera a San Siro con la Lazio ottava in classifica hanno una grande occasione: vincendo, sorpasserebbero la Roma e andrebbero da soli in testa almeno per una notte, in attesa dello scontro diretto fra il Napoli di Conte e i giallorossi di Gasperini. Si può fare. A patto di trovare quella continuità che in alcuni snodi è mancata: sia contro il Pisa sia contro il Parma c’era l’occasione per piazzare un’accelerata, ma sono arrivati due pareggi.
Vedremo domani se il Diavolo ha imparato la lezione. Una cosa è certa: con un Rabiot in più, risulta tutto più facile. Lo si è visto nel derby, quando è tornato dopo un mese di assenza.
Chi mancherà è Pulisic. «Difficilmente sarà della partita, però entro sabato può succedere di tutto» ha ammesso Allegri, che lascia ancora una piccola speranza. La verità è che l’americano, grande protagonista contro l’Inter col gol vittoria, anche ieri non si è allenato per via di un affaticamento muscolare. Anche lui era rimasto fuori per quasi quattro settimane, sempre per un problema muscolare, quindi lo staff medico non prenderà rischi. Ballottaggio tra Nkunku e Loftus-Cheek. Allarme rientrato invece per Saelemaekers, altro grande protagonista del derby: aveva un po’ di mal di schiena, ma è passato. Domani ci sarà. A differenza di Gimenez e Athekame, entrambi infortunati.
«Basta parlare del derby — frena Max —. Abbiamo una partita con la Lazio davanti che non sarà facile, noi dobbiamo pensare solo all’obiettivo finale: entrare in Champions League. E se guardiamo la classifica, ora ci sono 7 squadre in 7 punti, un equilibrio totale, che mi porta a pensare che la quota per entrare nelle prime quattro sarà più alta degli altri anni, mentre quella dello scudetto potrebbe essere più bassa». Su Maignan, col contratto in scadenza e nel mirino dell’Inter per la prossima stagione, il tecnico rossonero taglia corto: «Ci pensa la società, che ci sta lavorando, con Mike io parlo di cose di campo e più ancora ci parla il preparatore Filippi. Lo vedo sereno».
La sfida nella sfida di Milan-Lazio di domani sarà fra Allegri e Sarri, due toscani agli opposti: Max il risultatista contro Maurizio il giochista, per usare due definizioni che, se di sicuro sono limitate e limitanti, rendono l’idea. Livorno e Figline Valdarno, il mare e la campagna, il contropiede e il possesso palla. Filosofie agli antipodi. Ad accomunarli, capacità ed esperienza. Primo faccia a faccia nel 2003, Sangiovannese-Aglianese di serie C2: 1.400 spettatori in tribuna (domani saranno 72mila), Sarri sulla panchina dei primi e Allegri sull’altra, risultato finale 0-0.
Negli anni, fra i due non sono mancati i botta e risposta. Come nel 2019 quando Max fu esonerato dalla Juventus che decise di affidarsi a Sarri, il quale in sede di presentazione disse che la sua squadra doveva «vincere e divertire». Qualche tempo dopo, in un’intervista al New York Times, Allegri ribadì il suo, di slogan: «Alla fine conta vincere, il resto sono chiacchiere. Tattica e schemi sono tutte cavolate». Domani sera, c’è da giurarci, quei due saranno lo show nello show.
27 novembre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA