Washington è piombata nel caos ieri pomeriggio quando due membri della Guardia Nazionale sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco a pochi isolati dalla Casa Bianca, in una delle zone più sorvegliate degli Stati Uniti. Quasi immediata la reazione furiosa del presidente Trump: «L’animale che ha sparato e ferito le due guardie è ferito a sua volta e pagherà un prezzo molto alto» ha promesso, mentre ordinava l’invio di altri 500 militari di rinforzo. L’attacco è avvenuto tra la 17ª e H Street NW, nel cuore della capitale, un’area ad altissimo transito di funzionari, turisti e impiegati degli uffici federali e privati. In pochi istanti il quartiere si è trasformato in un perimetro blindato, con sirene, ambulanze e agenti che correvano a isolare ogni varco. Il caos è stato aggravato dalla gestione confusa delle prime informazioni.
LE DICHIARAZIONI
Le autorità hanno subito confermato che almeno tre persone erano state trasportate negli ospedali cittadini, mentre il governatore della West Virginia, lo Stato da cui provengono i due Guardsmen, annunciava pubblicamente la loro morte: «Due nostri coraggiosi concittadini hanno perso la vita nel servire il loro Paese». Ma nel giro di mezz’ora Patrick Morrisey ha corretto la dichiarazione, spiegando che le notizie erano «contrastanti» e che le condizioni dei due militari restavano gravissime. Fonti della polizia hanno poi riferito alla Cbs che il sospettato (un cittadino afgano) era stato colpito quattro volte durante il confronto con i militari e si trovava ricoverato in ospedale, in custodia, ma si rifiutava di collaborare. In serata è stato identificato come Rahmanullah Lakanwal, di 29 anni, cittadino afghano entrato negli Stati Uniti nel 2021, l’anno del caotico ritiro americano da Kabul.
Un testimone ha ieri sera detto alla Abc che i due militari feriti erano in realtà un uomo e una donna. Funzionari federali hanno aggiunto che entrambi i Guardsmen sarebbero stati colpiti alla testa, un dettaglio che ha ulteriormente rafforzato il sospetto di un attacco mirato. La dinamica dell’assalto è stata in parte ricostruita durante una conferenza stampa serale. Kash Patel, direttore dell’Fbi, ha confermato che i due militari della West Virginia erano «in condizioni critiche». Jeffrey Carroll, della polizia metropolitana di Washington, ha ricostruito che il sospetto «è sbucato da un angolo, ha alzato l’arma, e ha sparato contro i due militari». Gli altri membri della Guardia Nazionale, che si trovavano nelle vicinanze, hanno reagito immediatamente, e dopo un «confronto ravvicinato» sono riusciti a bloccare l’aggressore a terra fino all’arrivo dei rinforzi. Anche il sospetto è rimasto ferito nello scontro. La sindaca di Washington, Muriel Bowser ha definito la sparatoria un «attacco mirato», pur precisando che il movente è ancora oggetto di indagine. Secondo le numerose testimonianze raccolte in loco, poco dopo le 14.15 una serie di sei spari ravvicinati, seguiti da numerosi altri colpi, ha seminato il panico attorno all’uscita della metro di Farragut West, di fronte al parco di Farragut Square, dove molte persone stavano trascorrendo la pausa pranzo. Un militare è stato visto accasciarsi, mentre i colleghi correvano a proteggerlo. Nel giro di pochi minuti decine di mezzi di emergenza hanno circondato l’area, e la Casa Bianca è stata posta in lockdown, come previsto dai protocolli in caso di incidenti violenti nelle vicinanze. Le unità investigative stanno ora passando in rassegna i filmati delle numerose telecamere presenti nel quartiere, uno dei più monitorati del Paese. Non sono stati diffusi dettagli sull’identità del sospetto né sulle possibili motivazioni, ma la gravità delle ferite riportate dai due militari, sommata alla dinamica descritta dagli investigatori, rafforza l’ipotesi di un agguato deliberato.
LA DINAMICA
Va ricordato che i membri della Guardia Nazionale dislocati a Washington da agosto, per ordine del presidente, hanno finora svolto soprattutto un ruolo di deterrenza, con pattugliamenti leggeri, sorveglianza dei punti sensibili, assistenza ai turisti. Un attacco frontale contro di loro rappresenterebbe quindi un salto di qualità preoccupante, perché rivolto a uno dei corpi meno attrezzati alla difesa e meno percepiti come minaccia dalla popolazione. Ieri sera la polizia stava ancora raccogliendo testimonianze e interrogando le persone presenti nella zona al momento della sparatoria. Ulteriori aggiornamenti sulle condizioni dei feriti e sulle motivazioni dell’aggressore sono attesi nelle prossime ore, mentre il Paese osserva con crescente inquietudine un episodio che potrebbe rivelarsi l’ennesima spia di un clima politico sempre più teso e imprevedibile.
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