Secondo quanto anticipato da diversi quotidiani, l’aplotipo Y individuato sulle unghie di Chiara Poggi appartiene a un gruppo familiare molto ristretto, riconducibile alla linea maschile del profilo biologico di Sempio. “Abbiamo ricevuto via mail le anticipazioni della perizia. C’è una conferma esplicita sulla concordanza tra il dna sulle unghie di Chiara Poggi e quello di Sempio”, ha confermato all’Agi Ugo Ricci, consulente di Alberto Stasi. “Vengono così confermati i risultati ai quali ero giunto col collega Lutz Rower nella consulenza depositata in Procura nel 2023. Ora però a dirlo è anche la perizia di Albani nominata dal Tribunale di Pavia. A questo punto siamo spettatori di quello che succederà in base alle risultanze investigative”. Il risultato della perizia ribalta quanto aveva stabilito il genetista Francesco De Stefano, perito della Corte d’Appello bis che undici anni fa aveva escluso quel Dna ritenendolo “non consolidato”. Quella valutazione aveva contribuito alla condanna di Stasi e alla prima archiviazione di Andrea Sempio chiesta nel 2017 dall’allora procuratore aggiunto Mario Venditti, oggi sotto indagine per corruzione in atti giudiziari. Secondo gli accertamenti di Albani, le prove di laboratorio di De Stefano furono condotte con campioni non omogenei. Riesaminando il materiale, la genetista ha rilevato che nella “sessione a 5 microlitri emerge un aplotipo parziale misto per un totale di dodici” marcatori. Albani spiega che “l’aplotipo non è di per sé identificativo, quindi è un cromosoma Y, viene condiviso da tutti i soggetti imparentati in linea paterna, per cui non si può attribuire univocamente a una sola persona”, piuttosto “è un contesto familiare di appartenenza”. La genetista precisa anche che “i profili ottenuti sono dei profili non completi”. Nonostante questo, gli elementi disponibili sono stati ritenuti sufficienti per arrivare alla conclusione di una “piena concordanza”. Il 18 dicembre saranno le parti a discutere per quale ragione quella traccia biologica sia finita sulle mani di Chiara Poggi: se attraverso un contatto diretto nei momenti del delitto del 13 agosto 2007 oppure tramite un trasferimento indiretto da un oggetto toccato da Andrea Sempio in altre occasioni in cui frequentò casa Poggi.