di
Leonard Berberi

Il volo JetBlue Cancún-Newark è stato dirottato a Tampa, Florida, dopo che l’aereo ha è sceso di quota in modo imprevisto. Le successive analisi hanno mostrato la vulnerabilità in una parte del computer

Il richiamo mondiale di oltre 6 mila Airbus A320 — per aggiornare il software del computer di bordo — arriva dopo tre settimane di indagini su quanto accaduto il 30 ottobre scorso. Quel giorno il volo JetBlue 1230, decollato da Cancún (Messico) e diretto a Newark (uno degli scali di riferimento di New York), ha subìto quella che viene etichettata come «perdita di controllo» causata da un malfunzionamento del computer.

La discesa repentina, non programmata e in una fase di crociera in cui è inserito il pilota automatico, è dura pochi secondi. Sufficienti ad allarmare comandante e primo ufficiale e anche a richiedere di scendere il prima possibile a Tampa (Florida) per curare oltre dieci feriti tra passeggeri e assistenti di volo.



















































Nelle informative interne e in quelle inviate alle autorità dell’aviazione Usa, l’equipaggio ha raccontato di aver avuto problemi ai comandi. L’aereo è stato così sottoposto a verifiche e poco dopo JetBlue ha comunicato che il guasto a un particolare componente del sistema computerizzato — l’Elevator Aileron Computer numero 2 (ELAC2) — ha causato l’abbassamento del muso non comandato durante la crociera.

Sugli A320 ci sono due ELAC e sono elementi cruciali del sistema «primario» di controllo del volo: gestiscono gli elevatori, il trim dello stabilizzatore e gli alettoni, seguono gli input della cloche del pilota e i dati dei sensori e intervengono se i parametri stanno portando il velivolo a superare i suoi limiti aerodinamici. I due ELAC lavorano assieme ad altri tre computer di bordo.

Il 7 novembre l’NTSB — l’ente che si occupa della sicurezza dei trasporti negli Usa — ha confermato che «durante la fase di crociera, l’aeromobile ha subìto una discesa incontrollata per circa 4–5 secondi prima che il pilota automatico correggesse la traiettoria». «Ciò è probabilmente avvenuto durante un cambio di stato dell’interruttore ELAC», hanno segnalato gli investigatori.

In Airbus indagano sul problema e concludono che serve un intervento su scala mondiale. Il 28 novembre hanno così inviato la «Comunicazione di allerta agli operatori». Nel documento di otto pagine hanno spiegato che «la successiva indagine» su quanto accaduto al volo JetBlue «ha identificato una vulnerabilità nell’hardware ELAC B equipaggiato con il software L104 in caso di esposizione a brillamenti solari».

«Questa vulnerabilità potrebbe, nello scenario peggiore, causare un movimento non comandato dell’elevatore che potrebbe portare al superamento delle capacità strutturali dell’aeromobile», hanno scritto gli esperti di Airbus. Tradotto: il problema informatico potrebbe spingere il velivolo a volare in condizioni e in modalità tali da portarlo a conseguenze catastrofiche.

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29 novembre 2025 ( modifica il 29 novembre 2025 | 06:11)