Basta il nome, “Battaglia dei Sessi”, ad accendere curiosità e passioni, a scatenare divisioni. Se poi i protagonisti sono la numero 1 WTA Aryna Sabalenka e l’entertainer del circuito, l’australiano Nick Kyrgios, lo spettacolo è assicurato. Appuntamento il 28 dicembre alla Coca-Cola Arena di Dubai e in diretta su SuperTennis.

Sabalenka, rimasta numero 1 del mondo per tutta la stagione, ha trionfato allo US Open e al WTA 1000 di Madrid; Kyrgios, finalista a Wimbledon tre anni fa, è oggi numero 650 dopo un infortunio al polso che lo ha tenuto lontano dalle competizioni per 18 mesi, e ha disputato solo cinque partite quest’anno.

La prima sfida di questo tipo risale al maggio 1973, quando Bobby Riggs, allora 55enne ed ex professionista da tempo ritirato, sconfisse 62 61 Margaret Court, che quell’anno vinse Australian Open, Roland Garros e US Open. Una partita rimasta nella storia del tennis come “Il massacro della Festa della Mamma”.

Ma l’espressione Battaglia dei Sessi rimanda, nell’immaginario collettivo, al successivo confronto fra lo stesso Riggs e Billie Jean King il 20 settembre del 1973. King vinse in due set all’Astrodome di Houston davanti a un pubblico televisivo globale di 90 milioni di spettatori. Quel match, un traguardo storico per la parità di genere nello sport, è stato poi raccontato anche in un film del 2017.

Bobby Riggs lascia il campo dopo la sconfitta contro Billie Jean King al termine della “Battaglia dei Sessi” del 1973 (Getty Images)