di
Francesca Sala

Bizzarri e Palmieri avevano dedicato numerosi servizi, nei quali avrebbero sollevato più di un dubbio sull’operato dell’avvocata Elena Barra, nello svolgimento del suo incarico di amministratrice di sostegno dell’anziano

Al caso di Carlo Gilardi, docente e benefattore di Airuno, avevano dedicato numerosi servizi, nei quali avrebbero sollevato più di un dubbio sull’operato dell’avvocata Elena Barra, nello svolgimento del suo incarico di amministratrice di sostegno dell’anziano, morto due anni fa a 93 anni. Una «campagna diffamatoria» condotta dalla trasmissione Le Iene, secondo le accuse dalla procura lecchese.

Ora la sentenza di condanna in primo grado per le due giornaliste del programma di Italia 1, Carlotta Bizzarri e Nina Palmieri. Il giudice Gianluca Piantadosi, nella mattinata di venerdì 28 novembre, le ha condannate a 2 mila euro di multa ciascuno, stabilendo anche un risarcimento di 100 mila euro a carico delle imputate e di Rti Mediaset, a favore dell’avvocata Barra. Secondo la ricostruzione della procura, rappresentata in aula dal sostituto Chiara Stoppioni, i quattordici servizi trasmessi tra novembre 2020 e febbraio 2021 avrebbero veicolato una narrazione distorta della vicenda. Ai telespettatori sarebbe stato fatto credere che Gilardi, che aveva ampie disponibilità economiche, fosse stato trasferito in una Rsa contro la sua volontà, rinchiuso, senza la possibilità di fare ritorno a casa. Costituitasi parte civile, Elena Barra, che dopo la pubblicazione dei servizi (con l’inviata «appostata» sotto il suo studio) aveva subito minacce personali, aveva chiesto un risarcimento non inferiore a 300mila euro, mentre la richiesta di condanna dell’accusa era stata a un mese di reclusione ciascuna. Le giornaliste sono state assolte da uno dei due capi di imputazione (sempre per diffamazione) nelle quali erano accusate assieme all’ex badante di Carlo Gilardi Brahim El Mazoury (anch’egli assolto)



















































Bizzarri e Palmieri sono difese dagli avvocati Federico Giusti e Stefano Tognolo, che hanno definito «ingiusta»la sentenza, annunciando «appello sicuro una volta lette le motivazioni», ricordando come una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo avesse già sancito la violazione del diritto di libera scelta di Carlo Gilardi. Subito dopo la sentenza, Nina Palmieri ha affidato ai social il suo commento, pubblicando un video davanti al tribunale di Lecco. «Noi siamo più che convinti di aver fatto bene il nostro lavoro, non indietreggiamo di un passo e ovviamente andremo in appello, siamo fiduciosi nella giustizia».


Vai a tutte le notizie di Milano

Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano

29 novembre 2025 ( modifica il 29 novembre 2025 | 09:38)