Era il 1997, Kuerten aveva appena vinto il Roland Garros. Nessuno si aspettava che onorasse il torneo emiliano. E invece…

“Ma dai, figurati se viene”. Al Cierrebi, il circolo di Bologna dov’era in programma il torneo Atp che chiudeva la stagione sulla terra rossa, si aspettavano notizie ufficiali e intanto si interrogava il tabellone sospirando. Gustavo Kuerten figurava nella parte alta, testa di serie numero 8. Era stato sorteggiato al primo turno contro lo svedese Patrik Fredriksson, un discreto doppista e niente più. Ma c’era un problema. Kuerten il giorno prima aveva vinto il Roland Garros, tutto il mondo parlava di lui, giornali e televisioni di cinque continenti volevano conoscere la sua storia, tutti improvvisamente pretendevano un pezzo di Guga. Si era iscritto al torneo di Bologna quando era ancora uno sconosciuto, ma nelle ultime due settimane la sua vita era cambiata per sempre. “Figurati se viene, troverà una scusa”.